Luoghi
Leave a comment

Viaggia con i locals

[Pubblicato su Gioia! del 15 agosto 2015] La chiamano nonnina Maria. Cintura nera di orecchiette, un pelle segnata dal tempo e macchiata dal sole, capelli bianchi corti ma un po’ arruffati, e l’immancabile abito nero. Alla fine però, la abbracciano tutti, in quella cucina azzurro cielo. Tutti quelli che l’hanno scelta come local friend attraverso TouranGo, uno dei portali riservati ai così detti turisti evoluti che decidono di visitare i luoghi in compagnia della gente del posto. Perché, e lo dicono tutte le ricerche dell’industria turistica prossima e ventura, dal World Travel Market al TripBarometer 2015 di Tripadvisor, quello che oggi cerchiamo dalla vacanza, non è la semplice evasione, bensì l’autenticità del contatto umano, l’esperienza che ci connette con le tipicità del territorio. Vogliamo, in definitiva, più che fuggire, partecipare. Stare con. «Io sono pugliese e ho deciso di concentrarmi su Salento e Valle d’Itria» dice Marialba Pandolfini, founder di touranGo. «In un anno abbiamo raccolto, per una community che in breve tempo è arrivata a un migliaio di iscritti, oltre cento esperienze di viaggio e una sessantina di local». Come la nonnina Maria appunto, e come Vincenzo, che con la sua ape car ti porta in giro per i dintorni di Otranto fino alla cava di Bauxite, un giacimento abbandonato tra Punta Palascìa e Monte Sant’Angelo, non segnalato neppure dalle indicazioni stradali.

Andrea Ghiani, invece, è uno dei local di Guidemeright. Vive a Gonnosfanadiga, nel Medio Campidano, e con lui puoi scoprire gli antichi mestieri della Sardegna rurale, dalla raccolta di olive all’estrazione del sughero. «L’idea ci è venuta perché, dopo aver portato in giro per la nostra regione un gruppo di amici spagnoli, continuavamo a ricevere richieste di itinerari speciali dai loro conoscenti» dice Luca Sini, ideatore del progetto. «Così abbiamo capito che, anche per la Sardegna, tutta spiagge borotalco e acque cristalline, incontrare persone con gli stessi interessi era il modo migliore per creare una buona empatia con il luogo». E come per altre piattaforme on line che offrono i così detti viaggi relazionali, questa estate sarà il vero banco di prova. Il test finale per far trasformare un fenomeno di nicchia in un diverso, e diffuso, modo di viaggiare. «Abbiamo appena rilasciato nuove app per Android e iOS e, a inizio 2016, contiamo di esportare il servizio su Londra, la città madre della sharing economy» conclude Luca.

Ma se i numeri si fanno altrove, è nel Bel Paese che si continua a voler venire. Questo spiega perché alla fine, da ZesTrip, fondata da tre amici di Cremona e che fa le presentazioni, almeno digitalmente, con professori di storia dell’arte, appassionati biker che portano in giro sul lago di Como, e pollici verdi che aprono i giardini privati delle ville storiche fiorentine con tanto di il pic-nic sull’erba, a Bonappetour, sede a Singapore ma anima milanese, i racconti più soddisfatti sono di coloro che hanno approfittato dell’ospitalità italiana. E, come non ammetterlo, del suo cibo. «Non erano solo gli spaghetti alla puttanesca, la pizza o la location. Il fatto è che anche Alfredo, il marito, e Tommaso, il figlio piccolo, sono stati adorabili», raccontano Julie e Nicola, che da Toronto, hanno prenotato una serata romana a casa di Simona, che ora, su Bonappetour appunto, ha più stelle di Bottura. Quello che non è ancora dato sapere invece è se, sull’esempio degli stranieri come Vayable, il sito californiano apripista nel turismo esperienziale, o come Withlocals, fondata da giovani olandesi appassionati di digitale e Asia (ma che da questo mese aprono le porte anche a ospiti di Amsterdam e Eindhoven), si riesca a trasformare tutto ciò in un’attività redditizia.

Intanto, come si suole dire, piovono startup, da Ecobnb, community dedicata al turismo sostenibile, a Standbymi, che mescola l’ospitalità stile Airbnb con esperienze legate a teatro, musica, sport o cultura, a Vizeat, arrivata in Italia dopo essere nata in Francia e cresciuta in altri venti Paesi sempre inneggiando al social eating, ovvero alla convivialità come momento principe dell’incontro con gli altri. Che poi alla fine, come scriveva Sofocle nell’Antigone: “Molteplici sono le meraviglie della natura, ma fra tutte le più grande è l’uomo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.