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Violenza donne: dove sono finiti i soldi?

25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. A pranzo si parlava con delle colleghe di quanto, innanzi tutto, sia difficile farla percepire come tale, la violenza. Dalla famiglia alle istituzioni. In entrami i casi, ancora troppo spesso, la violenza sulle donne è un affare di famiglia, una cosa che accade tra le mura domestiche ed è quindi lì che deve essere risolta. Ciò porta le donne spesso a non denunciare, le forze dell’ordine a sottovalutare, il contesto sociale a condannare. Una bella frittata, no? Poi certo, c’è quella che quell’uomo riesce a lasciarlo e se ne trova un altro quasi uguale. «Beh, allora se le cerca però», incalza la collega davanti all’insalata. Ecco, giusto di questo si stava parlando. E se lo dici tu, che sei informata, sensibilizzata sul fenomeno, figurati cosa dicono gli altri. Dicono che se lo merita, ecco la risposta. Per nessun essere vivente, se non per le donne, la violenza è meritata. Pensateci.

Ora certo, se ne scrive di più, di anno in anno. Nella speranza che questo non sia un rito di alleggerimento delle coscienze. Ieri la Rete Lombarda della Casa delle Donne e dei Centri Antiviolenza ha chiesto alla Regione di ricevere i fondi stanziati dalla legge 119 del 2013. Che li debba chiedere quando gli spettano di diritto è già una notizia, ma chiedersi dove siano andati a finire quei 17 milioni di euro che la legge dava per il 2013 e 2014 per finanziare Case Rifugio e Centri Antiviolenza sul territorio è lecito e doveroso. Alla Lombardia, ai suoi 16 rifugi della Rete Di.Re. e Casa delle Donne, ma soprattutto alle tre mila e 500 donne che hanno subito violenza nella regione, spettavano infatti 2,7 milioni di euro. Questi soldi, non sono arrivati. Questa sottrazione è l’ennesima negazione della violenza, ed è, in ultimo un’ulteriore violenza.

Non voglio discutere qui dell’efficacia delle strategie per la prevenzione e repressione della violenza. Sulla convenienza o meno dell’obbligatorietà della denuncia. E non voglio nemmeno sospirare sulla retorica di questi giorni. Semplicemente, senza soldi, senza strutture sociali tenute in piedi dai soldi, senza uno Stato che pensa che investire per combatter la violenza sulle donne sia conveniente e per questo ci metta i soldi, sono tutte parole nel vuoto. Quindi, prima di tutto, credo sia doveroso riprendere al comunicato congiunto fatta da queste associazioni. E dare loro i soldi.

Nella foto un frame del video How-Do-you-Want-To-Be-Governed di Maja-Bajevicdel 2009.

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