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vita e morte. in diretta

Mi ero messa da parte la notizia per quando avessi avuto tempo di scriverne. Tempo ne ho poco in queste settimane e mi spiace. Del resto credo anche che un evento simile sia passato fin troppo inosservato. Mi rendo sempre conto che ogni limite è stato abbattuto e oltre il quale, nessuna decenza, nessun riserbo, nessun pudore potrà più fermarci. Una delle protagoniste del Grande Fratello, tale Clauda Losito, ha infatti deciso di vendere la diretta del suo parto a Mediaset. Ovviamente un cesareo, perché le esigenze fisiologiche di un parto naturale sarebbero costate troppo alla troupe di cameramen e operatori vari. Gabriel, questo il nome del nascituro, è nato così: in diretta e sotto esclusiva prezzolata. Mi spiace per  lui, sinceramente. Questo post potrebbe essere il cugino di andare a tempo. Già allora mi sembrava che assistere in diretta mondiale alla sentenza del processo Meredith, sentire le lamentazioni di Omar a Matrix, fosse abbastanza. E invece no. Che cosa ci deve regalare la realtà ancora per farci sentire vivi e presenti? Se un terremoto dove muoiono centinaia di persone va a finire in ottava pagina, se abbiamo difficoltà a distinguere ciò che è giusto da ciò che è barbaramente giustiziato, e lo vogliamo vedere, sempre, con i colori accesi della mondovisione. Poi però, succede una cosa che non ti aspetti. Perché rilassati, sul divano la domenica mattina, quando ancora hai il caffé in mano perché ti sei alzato tardi, vedi due ragazzi che passano con le ruote della loro moto sopra il collo di un amico e collega di gara. Un corpo immobile, inquadrato dall’alto, messo di traverso sulla pista d’asfalto. Bastano pochi secondi e un crampo allo stomaco ti fa ricordare cosa vuol dire morire a 24 anni. In diretta. E allora vorresti essere da un’altra parte, non averlo mai visto, perché davanti alla verità  della morte siamo tutti inadeguati, mai pronti a comprendere gli intrecci di una Vita che è più grande di noi. Questa è la realtà, sembrano dire quelle immagini. E nessuno ha avuto il tempo di truccarla da spettacolo. Dove sono il vostro coraggio e la vostra curiosità, ora?

3 Comments

  1. Anonymous says

    La decenza non esiste più. Il coraggio esiste solo nel vocabolario. La curiosità? La curiosità appartiene a un popolo che non soccombe di fronte alle ingiustizie, a un popolo che si documenta prima di parlare e esprimere giudizi,a un popolo che indaga oltre la luce dei riflettori. Da noi non è così

  2. Anonymous says

    Quando si va in moto i secondi si dilatano, si vive nell'attimo. Marco forse non ha voluto lasciare quella moto, forse la voleva tirare su, i suoi compagni non potevano evitarlo. Un attimo. Sono certa che te ne sei reso conto, dio bono Marco.
    Un abbraccio a te Marco e alla tua famiglia. Morire è quello che ci succede ogni giorno, questa è la realtà, in moto o a piedi siamo border line, forse chi va in moto ne è solo più consapevole.

  3. Anonymous says

    Vogliamo aggiungere che l'ospedale è rimasto bloccato dalle truppe di canile5 vietando alle altre degenti di passeggiare nei corridoi e di uscire per qualsiasi motivo dalle stanze per non invadere il campo di ripresa???? OSTAGGI DI CANILE5.E per la cronaca la tipa in questione NON HA FATTO IL GRANDE FRATELLO. è solo la tipa che sta con il parassita di turno, infatti neanche il padre ha fatto il grande fratello, lo ha fatto l'ex moglie. Questo solo per dire a che punto siamo arrivati. Grazie per l'ospitalità.

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