Donne
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#votiamoledonne

Chissà perché quando si invita al voto di genere, a votare per una donna, si sente sempre bisogno di fare una precisazione: «Sì, però solo quelle che meritano». Rimango stupita tutte le volte, soprattutto perché questa osservazione viene fatta anche da insospettabili/e. Sorrido. Perché a nessuno, dico nessuno, viene in mente di fare la stessa premessa davanti una lista di uomini che si propongono a ruolo di consigliere o sindaco. Che siano meritevoli, mi dico, è dato per scontato. Direi che è il minimo sindacale, il minimo che si dovrebbe pretendere dai candidati tutti. Uomini e donne. Ma per queste ultime appunto, meglio precisare. Monica D’Ascenzo questa sera ha lanciato per domani la giornata Twitter con l’hashtag #votiamoledonne in vista delle elezioni amministrative di domenica: se volete dare una letta ai commenti e alle reazioni, seguite il suo account… Io mi limito a riportare la risposta a chi, con acuta analisi sottolineava: «Essere donna non è una garanzia». Risposta: «Allora teniamoci l’80 per cento degli uomini, se questo ci dà garanzie!». A domani quindi, su Twitter, con l’hashtag #votiamoledonne.

2 Comments

  1. Sono d'accordo con te. Quando saltano le donne si alza sempre l'asticella. Alla Minetti si chiede il curriculum e sappiamo anche che parla inglese, ai compagni di banco invece si dà fiducia a priori. Ci sono studi che dimostrano come di fronte a una promozione di una donna le colleghe fanno le pulci alla malcapitata da come si veste all'orario di lavoro che fa, dalle competenze che ha ai rapporti con i superiori. Gli stessi studi ci dicono che quando viene promosso un uomo nessuno ha niente da dire. Diamo fiducia alle donne. Credete davvero che possano fare peggio di quanto hanno fatto gli uomini negli ultimi 20 anni?

  2. Votiamo le donne. Esigiamo un equilibrio di genere nella composizione delle liste: è una questione non più eludibile. Non votiamo liste che non candidino una percentuale significativa di donne. Non perché solo le donne possano rappresentare altre donne, ma perché con un rapporto di genere tanto squilibrato la nostra è una democrazia a metà, che ha uno sguardo parziale sul mondo, che non dà valore, importanza e diritti alle donne (cfr. la questione femminile: siamo al 58esimo femminicidio del 2012). Diamoci valore, per il futuro nostro, dei nostri figli e dei nostri compagni.

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