Year: 2020

Educazione sessuale. Questa sconosciuta

C’era un tempo in cui infilare un preservativo su una banana per parlare di sesso con i ragazzi ci avrebbe fatto meritare l’oscar del permissivismo. E forse anche oggi, in un Paese che soffre di atavica pudicizia e che latita quando si tratta di parlare di educazione sessuale nelle scuole, qualche punto lo guadagneremmo ancora, se non che, cosa che avremmo imparato anche solo spiando i nostri adolescenti mentre guardavano serie tv come Sex Education, questo genere di contenuti sembra aver fatto il suo tempo. Max Bauer, Silvan Hämmerli e Brigitte Leeners, tre ricercatori del dipartimento di endocrinologia riproduttiva dell’Università di Zurigo per esempio, dopo uno studio su due mila e 500 adolescenti tra gli 11 e i 19 anni, hanno concluso che indottrinamenti su salute e anatomia non rispondono più alle curiosità dei giovanissimi. Meglio mettere sul tavolo temi caldi come preferenze sessuali (posizioni e fantasie comprese), benessere mestruale, tipologie di orgasmo, sesso orale, pornografia e, in conformità a una generazione cresciuta a #metoo e famiglie arcobaleno, gestione del consenso e diversi orientamenti e identità di genere. …

2020. Le parole per dirlo.

Ieri l’account Twitter ha lanciato un suo tweet chiedendo di descrivere il 2020 in una parola (2020 in on word). Le risposte sono per lo più immaginabili. Io stessa ho risposto non con una parola, ma con un numero (and counting), quello dei morti totali nel mondo per COVID-19. Le parole che usiamo sono specchio della nostra società e dei suoi cambiamenti, ma come ha rilevato l’Oxford Languages, questa nostra ipervelocità di comunicazione ha fatto sì che le parole nuove si diffondessero in una quantità e velocità sorprendente. Senza precedenti. Come si legge nel rapporto Words 2020 an unprecedented year, già ad aprile la frequenza della parola coronavirus aveva superato uno dei sostantivi più usati in lingua inglese, ovvero time. Siamo stati travolti dagli eventi e insieme da una quantità di parole nuove. Altre, come ho avuto già occasione di scrivere, hanno cambiato parte del significato a loro attribuito, essendo cambiata l’esperienza che abbiamo avuto di esse. Un cambiamento registrato da Oxford Languages quasi in diretta, costretto come era ad aggiornare il lessico quotidiano con termini …

Asma Khan, il cibo oltre il cibo

Cosa ne è, del nostro piacere di stare tutti insieme intorno al tavolo a condividere cibo, che sia a casa o al ristorante, in tempi di pandemia? E dopo, che significato nuovo assumerà la parola convivialità? In occasione del Summit della Fondazione Barilla Resetting the Food System from Farm to Fork ho scambio due chiacchiere con la fondatrice di Darjeeling Express  Asma Khan, una chef che ha ben chiaro il valore etico e sociale del cibo. Questa è l’intervista integrale. Mangiare insieme, a casa o al ristorante, significa soprattutto condividere storie, vite, culture. Crede che la pandemia globale cambierà la nostra esperienza di “andare al ristorante” e la convivialità? No, non credo che l’impatto della pandemia avrà effetti negativi sul nostro rapporto con il cibo. Penso che continueremo a condividere un pasto con gli altri con entusiasmo e calore, sia a casa che in un ristorante. Anzi, penso che dopo tutto desidereremo ancora di più stare con gli altri, spezzare il pane con gli altri. Molto di più. Il settore della ristorazione ha sicuramente subito una flessione a …

Anty Pansera, la cultura sessista del Bauhaus

Inutile fare giri di parole, la storia è di chi la racconta e per larga parte, la storia del design è stata raccontata da uomini. «È inevitabile che si faccia riferimento al proprio “fare”, al proprio linguaggio, e che si rileggano gli eventi secondo la propria specificità», dice Anty Pansera. Lei che del design è una storica sui generis, fresca di Compasso d’Oro alla carriera, e che non ha mai smesso di guardare alla cultura progettuale con curiosità interdisciplinare. «Devo ammettere che è stato nel 1999, quando l’Unione Donne Italia di Ferrara mi ha chiamato a curare la loro decima Biennale Donna dedicata al design, che mi sono costretta a una riflessione di genere. Passando al setaccio i miei libri, mi sono accorta che le donne rimaste erano ben poche. Ricordo che allora feci tre telefonate: a Gae Aulenti, che bocciò l’idea, a Cini Boeri, possibilista, e ad Anna Castelli Ferrieri, che mi spronò». Nasce così la mostra Dal merletto alla motocicletta, a cui ne seguirono altre sulla creatività femminile, fino a oggi e al …

Scuole superiori chiuse: è lotta di classe

È stato facile, persino intuitivo, capire perché per bambini e bambine la scuola da remoto fosse uno strumento inadeguato. È stato facile, anche se in fondo, nella decisione di tenere aperte (in molti casi ma non in tutti) le scuole dell’infanzia e primarie, spesso ha contato di più il fatto che mamma e papà dovessero lavorare, che non l’effettivo diritto e necessità a una risposta ai bisogni cognitivi. Una scuola di servizio insomma, e non una scuola come luogo di formazione di cittadini che, pur di tenera età, andrebbero considerati in tutta la loro dignità e presenza. Ed è stato facile, di conseguenza, affermare e credere che per i “più grandi”, ragazzi e ragazze che frequentano le secondarie superiori, la DaD (acronimo di didattica a distanza) potesse essere la soluzione a questo male contingente. DaD che quindi si configura non più come risposta emergenziale, ma strutturale. Giorni fa Gianfranco De Simone, ricercatore della Fondazione Agnelli, ha pubblicato uno studio sugli effetti della chiusura delle scuole a causa della pandemia COVID-19 e sul ruolo giocato dalla DaD. …

Abbandono di minori

Ho fatto un sogno. Mi sono sognata che i presidi delle scuole secondarie si mettevano d’accordo e disobbedivano all’imposizione della DaD. Aprivano le scuole. Aprivano le classi, i laboratori e gli auditori. C’erano i ragazzi e le ragazze tutti e tutte. C’era pure il gatto, ma credo sia una digressione onirica. E poi sono arrivati a portarli via. Uno dopo l’altra, che non si capiva dove andassero e come. Uno alla volta, lontani. In Italia, prima in Europa, il 22,2 per cento dei giovani compresi tra i 15 e i 29 anni non lavora e non studia. Sono 2 milioni di Neet. (dati Istat). In Italia, abbiamo solo il 61 per cento di diplomati (media EU 78) e il 19 per cento di laureati (media EU 32,3). Come sempre, fanalino di coda. In Italia, la percentuale di abbandono nella scuola secondaria di II grado è pari al 4 per cento secondo il MIUR, ma secondo i dati di  Eurostat, che considera in modo più complesso la mancata frequenza della scuola, il 14,5 (media europea del 10,6) . In Italia, la spesa nell’Istruzione …

Adolescenti. La prima volta che…

Sia detto ai genitori ansiosi: mettetevi il cuore in pace, sono molti gli studi che dicono che l’età media del primo rapporto sessuale è di 15 anni e mezzo e, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non c’è differenza significativa tra maschi e femmine. Lo ribadisce anche un nuovo libro curato da Emanuela Confalonieri, docente di psicologia dello sviluppo all’Università Cattolica di Milano (Love Skills in adolescenza, Franco Angeli), con cui ho chiacchierato per saperne di più su adolescenti italiani e relazioni sentimentali in occasione del mio articolo per IODonna. Alcune cose dette si leggono nell’articolo pubblicato sul settimanale, altre, per le solite ragioni di “taglio e cucito”, le ho riportate qui. Buona lettura. Mi è sembrato interessante presentare la relazione affettiva e sessuale degli adolescenti come palestra sociale. Un modo per conoscere e accettare il proprio corpo ma anche per conseguire competenze, autonomia e autostima… Le relazioni fra adolescenti hanno sempre avuto questa funzione, ma l’anticipazione del debutto sessuale negli ultimi 20 anni ha spinto a guardare in modo più approfondito il fenomeno, …

Making of Love. Vi insegnamo come parlare di sesso agli adolescenti

Enrica Cortese e  Claudio Pauri sono due dei Molesti (gli altri sono Annalisa Cereghino, Matilde Cerlini, Piper Cusmano, Matteo Mori, Lorenzo Rossi e Filippo Sabarino ), un gruppo di ventenni che vorrebbero parlare di sesso senza la censura applicata dal governo, dagli insegnanti e dagli adulti in genere. Loro si sono conosciuti partecipando al progetto Making of Love, dal quale è nato il documentario omonimo diretto da Lucio Basadonne e Anna Pollio, io invece li ho incontrati in occasione della mia inchiesta per IODonna. Dopo il loro libro Making of Love (Fabbri ed) in libreria da ottobre, il 5 novembre al cinema Beltrade esce il film (Edoné. La sindrome di Eva). Questa è la nostra intervista integrale. Avete stilato una sorta di manifesto per una nuova educazione sessuale. Di cosa si tratta? L’intento principale è quello di aprire un dibattito sulla sessualità e il piacere nei licei italiani. Non quindi delle lezioni frontali sul sesso, ma cominciare a costruire un nuovo sguardo sul racconto stesso della nostra intimità. Questo significa che oltre gli aspetti che riguardano i …

Il risparmio si impara da piccoli

In un recente articolo per Il Corriere della Sera, Annamaria Lusardi, docente della George Washington University School of Business e direttrice del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria (Edufin), ha dichiarato che “Non avere una conoscenza adeguata degli strumenti finanziari non permette di valutare bene i rischi” e, in tempi di Covid, i rischi, abbiamo visto, sono tanti. Della mancanza di un’alfabetizzazione finanziari ho scritto più volte negli anni (qui alcuni articoli) e poco si è mosso. Tutti concordano che sarebbe bene insegnare i rudimenti della finanza iniziando già dalle scuole primarie, senza contare cosa dovrebbero sapere i nostri adolescenti. Ottobre sarà il Mese dell’educazione finanziaria  con laboratori, incontri e webinar disponibili sul portale Quello che Conta. Tempo fa io ho scambiato invece due chiacchiere con Giovanna Boggio Robutti, direttrice generale di FEduF, Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio dell’Associazione Bancaria Italiana, e questo è quello che mi ha detto. «I primi che hanno comportamenti economici poco efficienti siamo noi adulti. In Italia si parla poco di denaro: lo usiamo, ma …

Con e-bike, picnic e yoga. Il vino che non ti aspetti

E anche le degustazioni digitali le abbiamo provate. Instagram Live guidati da esperti enologi o sommelier, webinar che ci conducevano, si fa per dire, in cantina o in malga. «La tecnologia è servita a mantenere una vicinanza con clienti e turisti, in alcuni casi ad aiutare le vendite, e sicuramente di questa innovazione obbligata qualcosa rimarrà anche nel futuro, ma il digitale è per lo più uno strumento per la pre e post esperienza turistica tradizionale». Roberta Garibaldi, docente di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo, recentemente entrata nel consiglio di amministrazione della World Food Travel Association, è un’esperta di turismo enogastronomico. «In verità l’enogastronomia non è mai stata la prima motivazione per intraprendere un viaggio, ma senza dubbio negli ultimi anni, il 94 per cento di chi si trovava in vacanza ha voluto fare questo tipo di esperienza. Gli italiani, in particolare, secondo le nostre ricerche, almeno per il 75 per cento tendono a muoversi nel territorio locale quando si parla di enogastronomia, cosa che, visto quello che ci dicono tutti i dati …