Month: Settembre 2021

Liberi tutti

Ho conversato con Daniele Francesconi, direttore, in occasione del mio pezzo per Repubblica sulla 21ª edizione di festivalfilosofia che si tiene il 17, 18 e 19 settembre 2021 a Modena, Carpi e Sassuolo. Questa è l’intervista integrale. “Libertà, una parola molto usata e forse ab-usata, un concetto solo apparentemente semplice e spesso banalizzato. Con il festivalfilosofia volete forse restituire alla parola “libertà” tutta la sua complessità? Noi scegliamo i temi con una doppia prospettiva. Da una parte la tradizione filosofica, con questioni di lunga durata, dall’altra esperienza dell’oggi e il senso comune. Per 20 anni il termine “libertà” ci è sfuggito, ma non c’è dubbio che in quest’ultimo anno e mezzo (la parola è stata scelta alla fine della scorsa estate), abbiamo avuto esperienza diretta con i margini della libertà e di cosa significa la connessione tra libertà individuale e la responsabilità verso la comunità. Da non filosofa mi incuriosisce molto la relazione tra l’esercizio della libertà, e i processi biologici che costituiscono la mente. Il legame, insomma tra libertà e neuroscienze. C’è un fondamento …

Nelle foto di classe, il ritratto della speranza

Sono molte, qualcuno dice non abbastanza, le cose che sono cambiate nella scuola. Eppure, quello della foto di classe, resta un rito e una rappresentazione legata alla tradizione. Tutti insieme, uniti e compatti davanti a improbabili sfondi, sperando che, al momento del clic, l’espressione sia più o meno dignitosa, gli occhi aperti, nessuna smorfia involontaria. Quasi che lo sforzo collettivo fosse di essere il più possibile uguali, mimetizzati, dispersi, in quell’insieme causale e imprevedibile che sono le classi di ogni scuola di ordine e grado. Quelle classi che, per usare le parole di Steve McQueen, in verità dovrebbero aiutarci a riflettere su chi siamo e su chi, come società, saremo. È stata la stessa Tate, presso cui McQueen ha esposto le sue foto del progetto Year3, a dichiarare che il lavoro del regista e artista britannico non è altro che un ritratto pieno di speranza di una generazione destinata a essere la protagonista del futuro. Una celebrazione della diversità culturale della città di Londra, ma soprattutto una mappatura visiva della cittadinanza di domani, essendoci nelle …

Borgo Alive! Una mostra, una piattaforma, e un’App per dare un futuro ai borghi

Devo confessarvi che sono un po’ a disagio quando sento ripetere che siamo “il più” Bel Paese del pianeta, invidiato da tutti, ai primi posti nelle ricerche e trend topic. Quello con i borghi che incantano, mentre il mare blu languisce, e presto ci trasferiremo in massa tra galline e orti bio. Mi chiedo se davvero la bellezza possa bastare a sé stessa e in cuori mio conosco la risposta, e non è rassicurante. Ho deciso che una della mie pillole nel corso di formazione sulle “parole che fanno una destinazione” (prossima tappa Biccari) sarà una sistemica, ma scrupolosa pulizia da ogni retorica. Nessuno più della sottoscritta crede in borghi e comunità, ma quel 70 per cento di paesaggio che compone il nostro territorio italiano in verità manca spesso, e suo malgrado, dello sguardo e delle competenze, quando non delle infrastrutture, per “rinascere” davvero (già rinascere è parola che mi crea alcune inquietudini). Meglio ancora, direi, per vedere se si può ragionevolmente restare in un luogo e creare qualcosa che ti fa mantenere la famiglia. …

Andrea Zanzotto, la poesia come paesaggio

“Esistono davvero certi luoghi, anzi certe concrezioni o arcipelaghi di luoghi, in cui, per quanto ci si addentri, e per quanto li si colga tutti insieme come in un plastico fissato da una prospettiva dall’alto, mai si riuscirebbe a precisarne una vera mappa, a fissarvi itinerari. La voglia che tali luoghi insinuano è quella di introiettarli quasi fisicamente, tanto sono vibranti di vitalità intrecciate e dense. Esistono in tutto il mondo, l’Italia ne è colma, ciò che spinge a identificarli davvero è un amore esclusivo, fatale, per la maestà e la violenza che sale dal fondo dei fondi e spinge come fuoco sotterraneo […]”  Il brano qui sopra è stato tratto dal libro Luoghi e paesaggi di Andrea Zanzotto. Per il poeta veneto, il paesaggio è un’opera d’arte diffusa. Un territorio intrecciato con la poesia e con l’Uomo, per la cui tutela Zanzotto, poeta di cui si celebra il centenario, ha usato versi e impegno civico, anticipando temi e sensibilità di oggi. L’ambiente, con i suoi rimandi sociali, linguistici e identitari è, di fatto, cultura. E …

I giardini della rinascita

«Non esiste nel mondo nessuna civiltà che non abbia provato il bisogno di avere i suoi giardini”, scriveva nel suo L’arte dei giardini lo storico francese Pierre Grimal. E anche la “civiltà delle ville venete”, che disegnò in modo definitivo il territorio della Serenissima dalla metà del 500, non seppe rinunciare a, sempre per citare Grimal, quel “recinto meraviglioso in cui si impara a barare con le leggi della Natura”. Architettura verde in movimento contrapposta all’architettura fissa delle pietre, i giardini sono più che semplice luogo di svago. E questo periodo storico è quello forse più propizio a una riscoperta. Per la prima volta quest’anno, per esempio, il “bosco sacro” di Villa Valmarana ai Nani, alle porte di Vicenza, è aperto con visite guidate. Visto il successo, una volta al mese l’evento si prolunga in orario serale. Passeggiando tra i lecci secolari, si arriva alla Pagoda, un edificio del Settecento interamente affrescato e con finestre a scomparsa: era il luogo dove i proprietari si riunivano a prendere il tè. Perché la Villa, che prende il …