Author: Manuela Mimosa Ravasio

Humans of Cinque Terre. Ecco il libro

Si chiamano Massimo, Folco, Bruno. Margherita, Catò e Amy. Sono alcuni tra i cinquanta Humans of Cinque Terre  intervistati in questi due anni da Filippo Lubrano e Andrea Luporini, che insieme animano a La Spezia I Mitilanti, un’associazione di promozione culturale. Il 21 giugno presentano per la prima volta il libro frutto di questo lavoro. Ho contattato Filippo perché, a parte il rigurgito delle mie radici spezzine, da tempo li seguo su Instagram  e finalmente ho trovato una narrazione delle Cinque Terre rispettosa della vocazione originaria del luogo (visto anche uno dei miei ultimi post sul tema). Ecco cosa mi ha raccontato. Come è venuta questa idea? Ho vissuto a New York nel 2016 e lì mi sono innamorato del progetto di Brandon Stanton Humans of New York. Tornato a La Spezia ho pensato di riprendere il concept e contestualizzarlo alle Cinque Terre. E ho coinvolto anche il fotografo Andrea Luporini, che ha una sensibilità particolare nel fare i ritratti, improntata al verismo. Quanto a me, come si vede, ho sempre voluto “scomparire” dal testo. …

La Forma del Tempo. Meraviglie, e illusioni, di un tempo perfetto

È un’oscillazione, costante e ritmata, il passo che conduce alla porta dell’era moderna. Il matematico e astronomo olandese Christiaan Huygens brevettò l’orologio a pendolo nel 1656, riuscendo a ridurre lo scarto orario giornaliero da 30, a pochi minuti al giorno, e a entrare così nei laboratori degli scienziati con uno strumento di precisione che sarebbe stato fondamentale per il nuovo metodo sperimentale. Considerare necessaria una misura finita del tempo, in contrapposizione a un’eternità divina e infinita, è uno degli attributi cardine dell’Uomo Moderno e, nonostante il ruolo che gli attribuirebbe un’istituzione immutabile come la Chiesa, anche Alessandro VII, salito al soglio pontificio nel 1655, era uno di loro. «Tormentato dall’insonnia, Fabio Chigi, con il suo bisogno di misurare il passaggio delle ore anche di notte, è in tutto e per tutto un uomo del suo tempo», dice Lavinia Galli, conservatrice del museo Poldi Pezzoli di Milano e curatrice della collezione di orologeria (una delle più importanti in Europa), nonché della mostra La Forma del Tempo (fino al 27 settembre 2021). «A lui dobbiamo la spinta alla …

È Federer il più grande. E non perché vincerà di più, ma perché ha fallito meglio

Chi è il più grande? Il GOAT, il più forte di tutti i tempi? Chi vincerà più slam? Dopo la vittoria di Novak Djockovic al Roland Garros i misurini del tennis si sono messi in moto. Numeri, gradazioni, confronti spazio-temporali, valutazioni neurobiologiche, proporzioni muscolari: tutto per decretare il podio finale e definitivo. Sarà che lo spogliatoio sportivo è (purtroppo spesso) ad alto tasso di testosterone e i maschi, si sa, si devono ancora emancipare da una certa ansia da prestazione. Sarà perché la classifica nello sport ha una sua verità (la stessa incontrovertibile verità dei soldi nella vita reale), ma decretare il più grande di tutti i tempi sembra più che mai una necessità. Ora, è fin troppo facile dire che il più forte non è necessariamente il migliore. Di solito è una cosa che si impara verso i cinque anni di età, anche dopo aver visto un cartone Disney come Cars (vi ricordate Tex, proprietario della Dinoco, che dice a Saetta McQueen“Nelle corse si può fare molto di più che vincere”, lo vidi con …

Tenuta di Artimino. O il senso della bellezza

Sapete quello che dicono le neuroscienze. Che pure ciò che noi consideriamo bello, dipende non tanto dal gusto personale, ma da quell’equilibrio nelle forme e da quella simmetria che sono “letti” dal nostro cervello come vantaggiosi per la nostra sopravvivenza. La bellezza, dicono, può avere anche effetti antinfiammatori notevoli. Ora, se dovessimo pensare a un bel paesaggio, quello della Toscana, tra ville, colline, vigneti e oliveti, poderi e città, sarebbe semplicemente “il più bello”. “Il più commovente del mondo”, ha scritto lo storico Fernand Braudel, forse più commosso dalla fatica umana che servì a realizzarlo che non dall’opera di Madre Natura. Penso a questo mentre sono affacciata da quel balcone naturale che è il giardino di Villa La Ferdinanda nella Tenuta di Artimino (foto di apertura). Il solito orizzonte verde e oro di campi coltivati ad arte, filari di cipressi e di vigne, il tutto puntellato da pievi, case coloniche e dimore nobiliari, il borgo medievale in lontananza: tutto mi ricorda che a volte il lavoro dell’uomo (e delle donne) lascia persino lodevoli tracce. Che …

Confessioni di un genitore

Ho scoperto cosa significasse fare il genitore, nel caso specifico la genitrice, quando mio figlio, appena parlante, dito indice dritto verso lo schermo della televisione, mi ha urlato: «È così che devi fare!». Ho avuto l’impressione che l’esimia Lucia Rizzi di SOS Tata dicesse a me di “fare la brava”, visto che pure un treenne scarso poteva darmi lezioni di rinforzo positivo, ma si sa che la televisione è l’origine di tutti i mali. Ho dato la colpa all’asilo montessoriano, che anche lì, ne avessi fatta una giusta, quando ho scelto di iscriverlo alla Casa dei Bambini, più perché me lo tenevano tutto il giorno e oltre, che per l’ammirazione incondizionata verso la scienziata di Chiaravalle (quella sarebbe venuta dopo), la solita amica pronta a dispensare buoni consigli mi aveva detto: «Lo farai diventare scemo». E pazienza, l’importante che non mi diventi fascista. Nella mia casa ideale c’è una statua alla ragazza che nei primi due anni e mezzo di vita gli ha dato da mangiare le cose giuste con tutta la santa pazienza del …

Quale futuro per il turismo di lusso

Uno dei tanti aspetti di diseguaglianza di questi mesi terribili è che, mentre Oxfam certifica che nel 2020 l’aumento del numero di persone in povertà si sarebbe attestato tra i 200 e i 500 milioni, nel mondo i multimiliardari si sono arricchiti. Guardando a casa nostra, secondo i dati Abi presentati da Il Sole 24Ore, l’incremento della liquidità sui depositi anno su anno è salito dell’8 per cento, ed è a quota 1.682 miliardi. Insomma, ci sono un po’ di soldi pronti a essere spesi. Anche, o soprattutto, nel turismo. Oggi la Fondazione Altagamma ha presentato il libro Turismo di Alta Gamma. Una strategia per l’Italia, frutto di due ricerche (una di Bain & Company e una di Boston Consulting) sul segmento lusso del turismo. Si tratta si un segmento che, come ricorda il presidente della fondazione Matteo Lunelli: «rappresenta meno dell’1 per cento delle imprese di soggiorno e il 3 per cento circa delle notti, ma genera il 25 per cento della spesa totale dei turisti nel nostro Paese». 12mila turisti che per altro …

La filantropia e una nuova idea di mondo. Al femminile

Come sempre, è una questione di soldi. E nel caso servisse ricordarlo, per il 90 per cento, secondo le stime della ricchezza mondiale fatte da Wealth-X, sono in mano agli uomini. Ci vorrà tempo, ma cambierà. Negli Stati Uniti, per esempio, visto il destino di molte eredità, nei prossimi 20 anni si prevede un passaggio notevole di patrimoni privati alle donne, che così saranno nelle condizioni di tirare definitivamente le redini della filantropia. Definitivamente, perché già oggi, nonostante l’iniqua distribuzione, le donne investono di più in settori come cultura, arte, salute, ambiente e servizi sociali. «Non possiamo paragonare ricchezza e cultura americane con le italiane» dice Paola Pierri, consulente per aziende, famiglie e fondazioni su filantropia e finanza sociale. «Dovremmo considerare che in Italia la redistribuzione si fa attraverso la fiscalità generale, e c’è da esserne contenti, visto che pagare le tasse ci mette al sicuro dal capriccio dei ricchi. È altrettanto vero però, che la nostra filantropia sta evolvendo, con realtà che operano nel settore benefico in modo professionale e non spontaneistico. Cambiamento accolto per …

Giorgino, un rione di Cagliari insegna a giocare al “nonturismo”

È l’antico conflitto tra viaggiatore e turista, tra chi compra e chi condivide, chi occupa e chi partecipa, chi si sente ospite e chi padrone. Il turismo, di massa, quindi over e quindi sempre un po’ sporco e cattivo, quella cosa che vorremo fare ma non dichiarare, con un senso di colpa che neanche cresciuti in un collegio cattolicissimo. Fino a negare il turismo, pensare a un “nonturismo”, forse per trovare il senso del nostro vagare, per emendarci dall’inquinamento, culturale e materiale, che produciamo andandocene per il mondo. Però, è vero che qualcosa di nuovo, possibilmente non marketi(ng)zzabile, si debba definire per stare decentemente in compagnia dell’altro e dell’altrove. Esce domani, 6 maggio 2021, un libro bellissimo che fa parte della collana Nonturismo di Ediciclo Edizioni: si intitola Giorgino, che poi è un vecchio rione marino di Cagliari, un’isola nell’isola in cui il tempo sembra essersi fermato. L’ha realizzato, in tre anni di lavoro di redazione di comunità, Riverrun, hub di innovazione sociale e culturale del capoluogo sardo. Io (dopo averlo anticipato su Repubblica il …

Smart-workcation: lavorare per stare bene e fare del bene

Ebbene sì, ancora su workcation. Che non si sa bene se sia un desiderio o una vera possibilità, un’esercitazione di una probabile vita prossima o ventura, o semplice fuga momentanea. Fra le tante iniziative, compresa la recente chiamata agli e alle smartworker di Courmayeur Mont Blanc che ha redatto un Manifesto Etico per lavorare in armonia con le comunità alpine e offrendo location come la stazione della funivia SkyWay Montebianco e alcuni chalet, le iniziative che trovo più interessanti sono quelle che si pongono come attrici di un processo di cui il lavoro a distanza è solo un tassello. Un esempio (di Borgo Office e Pisanty ne ho già parlato qui) è il lavoro che sta facendo SmartWay di Berardino D’Errico che ha selezionato una serie di borghi e avanzato progetti per arricchirli di connessioni stabili e servizi, con lo scopo di portare economia e lavoro nell’entroterra italiano anche dall’Olanda. Si tratta quindi di utilizzare un bisogno (o un trend) in modo proattivo, quasi fosse l’occasione per progettare nuove pratiche di rilancio di un territorio. Altro esempio è Anima …

Le Cinque Terre non sono isole

Ho fatto due telefonate e chiesto alle mie conoscenze alle Cinque Terre cose inconfessabili. Li rivolete i cinesi ammassati sulla banchina della ferrovia, le code per farsi il selfie uguale uguale a quello della foto usata da quella famosa azienda della Silicon Valley, lo smercio come non ci fosse un domani di acciughe fritte che certo non sono di Monterosso, le vostre case piene e voi in campagna, i ristoranti aperti H24, neanche un buco per tuffarsi, gli scogli ammorbiditi dai colori degli asciugamani, la Via dell’Amore sempre chiusa, eppur sempre in prima pagina? Ci hanno messo qualche secondo, titubanza forse di cortesia, ma poi hanno ceduto e hanno detto “sì”. Certo adesso è così bello, sali e scendi senza incontrare anima viva, gli odori ti accarezzano, persino l’aria fredda rende più vividi i colori e vedi l’orizzonte. Là c’è la punta della Corsica, la vedi? Sono così immersi nell’incanto del paesaggio che un giorno è arrivata pure la nebbia ad aumentare la poesia. No, non è nebbia, si chiama caligo, e se è il …