All posts filed under: Design

All we need is… design. Dal cibo alla sala mensa, dalla case alle cose, dalle cattive abitudini alle buone maniere. Nomi e cognomi, mode e modi, idee e ideali. Perché il mondo, in fondo, non è cattivo. È che lo disegnano così…

Benvenuti nell’iper luogo. L’aeroporto che diventa destinazione

Dimenticatevi la mera funzionalità. La solitudine, la standardizzazione. L’impressione di essere dovunque e in nessun luogo. Come scrivere Michel Lussault nel suo ultimo libro Iper-Luoghi (Franco Angeli) lo spazio senza identità e geografia di Marc Augé ha fatto il suo tempo. Oggi imperano luoghi caratterizzati dalla sovrabbondanza di connessioni, di possibilità, di evasioni e di esperienze. Luoghi che fanno della mobilità un’esperienza sociale, un gesto identitario. Sono i numeri, del resto, che ci dicono che vivere l’aeroporto non solo si può, ma è sempre più normale. Secondo Iata, la più grande associazione internazionale delle compagnie aeree, nel 2020 voleranno 4,72 miliardi di persone, il 4 per cento in più del 2019. Ma è pensando che nel 1945 i passeggeri erano solo nove milioni, che si intuisce la dimensione del fenomeno. L’aeroporto è oggi la prima tappa di un’esperienza turistica, un luogo in cui si mescolano flussi e mondi, informazioni e desideri. Secondo Lussault, infatti, come tutti gli iper-luoghi, gli aeroporti sono chiusi e iper protetti e allo stesso tempo aperti e accoglienti, inglobando pezzi di natura, …

Abitar viaggiando. Nuovi camper per una nuova ospitalità

Desiderio di aria aperta, rassicurazione, dimensione familiare eppure aperta, libertà e spazi ampi. Sono i desiderata ormai snocciolati come mantra del turismo post Covid e secondo alcuni dati, il viaggio in camper, l’abitar viaggiando insomma, nomade e stanziale allo stesso tempo, risponderebbe a tutte. I dati dell’Osservatorio del Turismo Outdoor di Human Company dicono che quest’estate, il 55 per cento dei quasi 49 milioni di viaggiatori italiani sceglieranno strutture all’aria aperta. Quelli Camping Report di Campeggi.com per l’estate 2021, che rispetto ad aprile 2020, le ricerche per camping e villaggi vacanze sono aumentate de 656 per cento. In attesa del prossimo Salone del Camper di Parma (in programma a settembre), che sigla anche a una sorta di CamperTherapy, l’aspetto più interessante è forse guardare a come, tra design dell’ospitalità e turismo, stia cambiando l’“oggetto camper”. Negli anni passati una delle trasformazioni formali più importanti del design del campeggio è stata quella del glamping (ne ho scritto più volte a partire da 2014). Parallelamente il design dell’ospitalità si sbizzarriva con l’Esprit Cabane  e camere pop-up). Oggi molti …

La Forma del Tempo. Meraviglie, e illusioni, di un tempo perfetto

È un’oscillazione, costante e ritmata, il passo che conduce alla porta dell’era moderna. Il matematico e astronomo olandese Christiaan Huygens brevettò l’orologio a pendolo nel 1656, riuscendo a ridurre lo scarto orario giornaliero da 30, a pochi minuti al giorno, e a entrare così nei laboratori degli scienziati con uno strumento di precisione che sarebbe stato fondamentale per il nuovo metodo sperimentale. Considerare necessaria una misura finita del tempo, in contrapposizione a un’eternità divina e infinita, è uno degli attributi cardine dell’Uomo Moderno e, nonostante il ruolo che gli attribuirebbe un’istituzione immutabile come la Chiesa, anche Alessandro VII, salito al soglio pontificio nel 1655, era uno di loro. «Tormentato dall’insonnia, Fabio Chigi, con il suo bisogno di misurare il passaggio delle ore anche di notte, è in tutto e per tutto un uomo del suo tempo», dice Lavinia Galli, conservatrice del museo Poldi Pezzoli di Milano e curatrice della collezione di orologeria (una delle più importanti in Europa), nonché della mostra La Forma del Tempo (fino al 27 settembre 2021). «A lui dobbiamo la spinta alla …

Venti anni di junkspace

Quello che segue è un articolo dal titolo Junkspace pubblicato ben venti anni fa, precisamente nel numero di febbraio 2001 del mensile Gulliver. Mi è capitato sotto gli occhi facendo pulizia sul Mac e i vari dischi esterni. Non credo che oggi nessuna rivista di così detti viaggi pubblicherebbe una cosa simile. Eppure, se c’è un viaggio che abbiamo fatto, è quello indicato in queste righe. Non mete, ma emozioni, desideri, persino paure. Oggi si parla tanto di storytelling, dell’egemonia delle storie, e io mi chiedo se ci vuole solo un po’ più coraggio. Dopo il cibo, anche lo spazio. Tossico, manipolato, alterato. E, come si conviene, consumato in fretta. Tra un aeroporto e un altro, tra i labirinti umidi della metropolitana e quelli affollati di un centro commerciale, tra il caos asfissiante di una tangenziale e il silenzio profumato d’incenso di un tempio buddista ricavato in un garage. Sovrapposizioni casuali, che sfuggono a ogni regolamentazione urbanistica, e che pure costituiscono l’anima, il senso, e le contraddizioni di una città contemporanea. L’olandese Rem Koolhaas, uno …

Bivacchi alpini: l’ultima frontiera dell’accoglienza in alta quota

È un’architettura estrema, ridotta al minimo eppure resistente a condizioni meteorologiche limite, sbalzi di temperatura radicali, neve e terreni accidentati, quella dei bivacchi di alpini. Un’architettura elementare, che riconduce alla necessità primordiale dell’essere umano di proteggersi dalla natura. «Ci sono i bivacchi storici che resistono, come la capanna Resegotti, a 3624 m. sulla Punta Parrot, a dominare l’alta Val Sesia, ma negli ultimi anni, anche per la necessaria sostituzione di alcuni ormai inagibili, sono molti gli architetti che si sono confrontati con l’existenz minimum, uno spazio minimo a misura d’Uomo, a metà tra esercizio stilistico e pratica ingegneristica in quota» dice Aldo Faleri, docente di Design Alpino alla Scuola di Design del Politecnico di Milano e curatore di mostre e incontri sul tema. Senza fuochi, senza acqua, senza i confort a cui ci hanno abituato i classici rifugi, il bivacco è anche l’occasione per sperimentare nuovi moduli abitativi prefabbricati. Ad aprire questa via Stefano Testa e Luca Gentilcore di LEAPfactory (Living Ecological Alpine Pod) con l’ormai noto bivacco Gervasutti sul Monte Bianco, una sorta di …

Le case che siamo (diventati)

Sono almeno quattro miliardi le persone in tutto il mondo che negli ultimi mesi hanno prolungato la permanenza tra le mura domestiche. Così, quell’intimo luogo dell’abitare sui cui per anni, come scrive Luca Molinari, docente di Teoria e Progettazione dell’Architettura presso la Seconda Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, nella sua nuova edizione di Le Case che Siamo (Nottetempo), si è riflettuto poco e discusso ancor meno, dandolo quasi per scontato nei suoi spazi ed evoluzioni, si è ripreso tutto il suo valore emotivo e progettuale. Non nel senso di “casa dolce casa” va detto, ché in effetti, quei metri quadrati delimitati dalle solite quattro pareti hanno svelato il loro lato sinistro, ma in quanto rifugio in cui ri-costruire e ri-mettere in scena la complessità della nostra esistenza. E della nostra convivenza. Vita, lavoro, formazione, divertimento, amore, relazioni. Come ha affermato Michele De Lucchi in una recente intervista a L’Espresso, bisogna forse imparare a “essere meno incatenati agli spazi, agli oggetti e alla loro disposizione”. Flessibilità e trasformabilità sono quindi sono i tratti salienti, e …

Designfulness, l’interior design sposa le neuroscienze

Una curiosità iniziata a cinque anni, quando da sola codificava i colori dei suoi orsacchiotti e arredava la camera in modo da essere “più felice”. Poi gli studi di architettura e design e il fascino esercitato dalle neuroscienze che potevano spiegare, attraverso il funzionamento del cervello, come gli ambienti in cui viviamo influenzano il nostro benessere. Così Isabelle Sjövall, di Stoccolma, ha pensato che ci potesse essere un altro modo per occuparsi di interior design, il neurodesign, o come titola il suo ultimo libro, il Designfulness. Come rileggere la storia di design e architettura alla luce delle scoperte del neurodesign? Oggi noi passiamo circa il 90 per cento del nostro tempo all’interno di edifici, cosa che non succedeva secoli fa, ma il nostro cervello è rimasto pressoché lo stesso e non ha avuto tempo di adeguarsi. Dovremmo tenerlo a mente quando progettiamo case, uffici o scuole. Per esempio, utilizzare il vetro per avere più luce naturale è una buona cosa, ma troppo vetro insieme a pietra e acciaio spesso creano un terribile ambiente acustico. E …

Anty Pansera, la cultura sessista del Bauhaus

Inutile fare giri di parole, la storia è di chi la racconta e per larga parte, la storia del design è stata raccontata da uomini. «È inevitabile che si faccia riferimento al proprio “fare”, al proprio linguaggio, e che si rileggano gli eventi secondo la propria specificità», dice Anty Pansera. Lei che del design è una storica sui generis, fresca di Compasso d’Oro alla carriera, e che non ha mai smesso di guardare alla cultura progettuale con curiosità interdisciplinare. «Devo ammettere che è stato nel 1999, quando l’Unione Donne Italia di Ferrara mi ha chiamato a curare la loro decima Biennale Donna dedicata al design, che mi sono costretta a una riflessione di genere. Passando al setaccio i miei libri, mi sono accorta che le donne rimaste erano ben poche. Ricordo che allora feci tre telefonate: a Gae Aulenti, che bocciò l’idea, a Cini Boeri, possibilista, e ad Anna Castelli Ferrieri, che mi spronò». Nasce così la mostra Dal merletto alla motocicletta, a cui ne seguirono altre sulla creatività femminile, fino a oggi e al …

Sneaker utopia. Il mondo ai piedi

«Non tengo neanche più il conto. Ma tra ufficio, cantina, casa mia e dei genitori saranno circa 900 paia». Di sneaker si intende. La passione di Stefano Pomogranato, da quando, da ragazzino, aveva un amico italo americano che faceva la spola tra la California e l’Italia portandogli quelle scarpe “da ginnastica” che qui era impossibile trovare. Una passione diventata lavoro, tanto che ha fondato lo Special Sneaker Club, una community a numero chiuso (massimo 750 persone) con appassionati sparsi in tutto il mondo, che organizza eventi, showcase, incontri e talk sulla sneaker culture. Sì perché, negli anni, le scarpe “da ginnastica”, hanno conquistato la moda di lusso, sono diventate gli oggetti simbolo della contemporaneità, fino a essere consacrate come espressioni di arte moderna. «Non entro nel merito sull’evoluzione o involuzione della cultura sneaker. Sicuramente sono diventate fenomeno mainstream, il che implica maggiore accessibilità, praticamente infinita disponibilità di prodotto e tanta confusione, generata specialmente da chi prova a saltare sul carro». Anche perché, sul carro, ci sono parecchi soldi. Come titoli azionari Secondo Statista le sneaker …

Zoomania: perché gli animali ci piacciono più degli esseri umani

Ad accogliere i due panda cinesi giganti nella loro nuova casa nello zoo di Copenaghen aprile scorso, c’era persino la regina Margherita II. Tutti entusiasti del padiglione avveniristico la cui forma ricorda il simbolo yin e yang firmato dallo studio di architettura Bjarke Ingels e che, a detta del progettista, è disegnato per far sentire gli esseri umani come semplici visitatori nella casa dei panda e non i panda come ospiti esotici provenienti da terre lontane. È anche questo un inequivocabile segno dei tempi, tempi in cui quello che era il semplice animale domestico oggi è a tutti gli effetti un componente della famiglia, mentre noi, da “padroni”, siamo diventati gli “umani di riferimento”. Lo stesso studio Bjarke Ingels sta d’altra parte realizzando a Givskud, piccola città nel sud dello Jutland, quello che è stato definito lo zoo del futuro. Niente gabbie, accorgimenti tecnici per togliere dalla vista degli animali gli umani, e un completo ridisegno dell’ecosistema. È indubbio che l’architettura si stai facendo ambasciatrice di una crescente sensibilità animalista che sta trasformando sempre di più …