All posts filed under: Educazione

L’educazione è una tecnica dell’amore (Maria Montessori)

Nelle foto di classe, il ritratto della speranza

Sono molte, qualcuno dice non abbastanza, le cose che sono cambiate nella scuola. Eppure, quello della foto di classe, resta un rito e una rappresentazione legata alla tradizione. Tutti insieme, uniti e compatti davanti a improbabili sfondi, sperando che, al momento del clic, l’espressione sia più o meno dignitosa, gli occhi aperti, nessuna smorfia involontaria. Quasi che lo sforzo collettivo fosse di essere il più possibile uguali, mimetizzati, dispersi, in quell’insieme causale e imprevedibile che sono le classi di ogni scuola di ordine e grado. Quelle classi che, per usare le parole di Steve McQueen, in verità dovrebbero aiutarci a riflettere su chi siamo e su chi, come società, saremo. È stata la stessa Tate, presso cui McQueen ha esposto le sue foto del progetto Year3, a dichiarare che il lavoro del regista e artista britannico non è altro che un ritratto pieno di speranza di una generazione destinata a essere la protagonista del futuro. Una celebrazione della diversità culturale della città di Londra, ma soprattutto una mappatura visiva della cittadinanza di domani, essendoci nelle …

Confessioni di un genitore

Ho scoperto cosa significasse fare il genitore, nel caso specifico la genitrice, quando mio figlio, appena parlante, dito indice dritto verso lo schermo della televisione, mi ha urlato: «È così che devi fare!». Ho avuto l’impressione che l’esimia Lucia Rizzi di SOS Tata dicesse a me di “fare la brava”, visto che pure un treenne scarso poteva darmi lezioni di rinforzo positivo, ma si sa che la televisione è l’origine di tutti i mali. Ho dato la colpa all’asilo montessoriano, che anche lì, ne avessi fatta una giusta, quando ho scelto di iscriverlo alla Casa dei Bambini, più perché me lo tenevano tutto il giorno e oltre, che per l’ammirazione incondizionata verso la scienziata di Chiaravalle (quella sarebbe venuta dopo), la solita amica pronta a dispensare buoni consigli mi aveva detto: «Lo farai diventare scemo». E pazienza, l’importante che non mi diventi fascista. Nella mia casa ideale c’è una statua alla ragazza che nei primi due anni e mezzo di vita gli ha dato da mangiare le cose giuste con tutta la santa pazienza del …

Educazione sessuale. Questa sconosciuta

C’era un tempo in cui infilare un preservativo su una banana per parlare di sesso con i ragazzi ci avrebbe fatto meritare l’oscar del permissivismo. E forse anche oggi, in un Paese che soffre di atavica pudicizia e che latita quando si tratta di parlare di educazione sessuale nelle scuole, qualche punto lo guadagneremmo ancora, se non che, cosa che avremmo imparato anche solo spiando i nostri adolescenti mentre guardavano serie tv come Sex Education, questo genere di contenuti sembra aver fatto il suo tempo. Max Bauer, Silvan Hämmerli e Brigitte Leeners, tre ricercatori del dipartimento di endocrinologia riproduttiva dell’Università di Zurigo per esempio, dopo uno studio su due mila e 500 adolescenti tra gli 11 e i 19 anni, hanno concluso che indottrinamenti su salute e anatomia non rispondono più alle curiosità dei giovanissimi. Meglio mettere sul tavolo temi caldi come preferenze sessuali (posizioni e fantasie comprese), benessere mestruale, tipologie di orgasmo, sesso orale, pornografia e, in conformità a una generazione cresciuta a #metoo e famiglie arcobaleno, gestione del consenso e diversi orientamenti e identità di genere. …

Scuole superiori chiuse: è lotta di classe

È stato facile, persino intuitivo, capire perché per bambini e bambine la scuola da remoto fosse uno strumento inadeguato. È stato facile, anche se in fondo, nella decisione di tenere aperte (in molti casi ma non in tutti) le scuole dell’infanzia e primarie, spesso ha contato di più il fatto che mamma e papà dovessero lavorare, che non l’effettivo diritto e necessità a una risposta ai bisogni cognitivi. Una scuola di servizio insomma, e non una scuola come luogo di formazione di cittadini che, pur di tenera età, andrebbero considerati in tutta la loro dignità e presenza. Ed è stato facile, di conseguenza, affermare e credere che per i “più grandi”, ragazzi e ragazze che frequentano le secondarie superiori, la DaD (acronimo di didattica a distanza) potesse essere la soluzione a questo male contingente. DaD che quindi si configura non più come risposta emergenziale, ma strutturale. Giorni fa Gianfranco De Simone, ricercatore della Fondazione Agnelli, ha pubblicato uno studio sugli effetti della chiusura delle scuole a causa della pandemia COVID-19 e sul ruolo giocato dalla DaD. …

Abbandono di minori

Ho fatto un sogno. Mi sono sognata che i presidi delle scuole secondarie si mettevano d’accordo e disobbedivano all’imposizione della DaD. Aprivano le scuole. Aprivano le classi, i laboratori e gli auditori. C’erano i ragazzi e le ragazze tutti e tutte. C’era pure il gatto, ma credo sia una digressione onirica. E poi sono arrivati a portarli via. Uno dopo l’altra, che non si capiva dove andassero e come. Uno alla volta, lontani. In Italia, prima in Europa, il 22,2 per cento dei giovani compresi tra i 15 e i 29 anni non lavora e non studia. Sono 2 milioni di Neet. (dati Istat). In Italia, abbiamo solo il 61 per cento di diplomati (media EU 78) e il 19 per cento di laureati (media EU 32,3). Come sempre, fanalino di coda. In Italia, la percentuale di abbandono nella scuola secondaria di II grado è pari al 4 per cento secondo il MIUR, ma secondo i dati di  Eurostat, che considera in modo più complesso la mancata frequenza della scuola, il 14,5 (media europea del 10,6) . In Italia, la spesa nell’Istruzione …

Adolescenti. La prima volta che…

Sia detto ai genitori ansiosi: mettetevi il cuore in pace, sono molti gli studi che dicono che l’età media del primo rapporto sessuale è di 15 anni e mezzo e, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non c’è differenza significativa tra maschi e femmine. Lo ribadisce anche un nuovo libro curato da Emanuela Confalonieri, docente di psicologia dello sviluppo all’Università Cattolica di Milano (Love Skills in adolescenza, Franco Angeli), con cui ho chiacchierato per saperne di più su adolescenti italiani e relazioni sentimentali in occasione del mio articolo per IODonna. Alcune cose dette si leggono nell’articolo pubblicato sul settimanale, altre, per le solite ragioni di “taglio e cucito”, le ho riportate qui. Buona lettura. Mi è sembrato interessante presentare la relazione affettiva e sessuale degli adolescenti come palestra sociale. Un modo per conoscere e accettare il proprio corpo ma anche per conseguire competenze, autonomia e autostima… Le relazioni fra adolescenti hanno sempre avuto questa funzione, ma l’anticipazione del debutto sessuale negli ultimi 20 anni ha spinto a guardare in modo più approfondito il fenomeno, …

Making of Love. Vi insegnamo come parlare di sesso agli adolescenti

Enrica Cortese e  Claudio Pauri sono due dei Molesti (gli altri sono Annalisa Cereghino, Matilde Cerlini, Piper Cusmano, Matteo Mori, Lorenzo Rossi e Filippo Sabarino ), un gruppo di ventenni che vorrebbero parlare di sesso senza la censura applicata dal governo, dagli insegnanti e dagli adulti in genere. Loro si sono conosciuti partecipando al progetto Making of Love, dal quale è nato il documentario omonimo diretto da Lucio Basadonne e Anna Pollio, io invece li ho incontrati in occasione della mia inchiesta per IODonna. Dopo il loro libro Making of Love (Fabbri ed) in libreria da ottobre, il 5 novembre al cinema Beltrade esce il film (Edoné. La sindrome di Eva). Questa è la nostra intervista integrale. Avete stilato una sorta di manifesto per una nuova educazione sessuale. Di cosa si tratta? L’intento principale è quello di aprire un dibattito sulla sessualità e il piacere nei licei italiani. Non quindi delle lezioni frontali sul sesso, ma cominciare a costruire un nuovo sguardo sul racconto stesso della nostra intimità. Questo significa che oltre gli aspetti che riguardano i …

Il risparmio si impara da piccoli

In un recente articolo per Il Corriere della Sera, Annamaria Lusardi, docente della George Washington University School of Business e direttrice del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria (Edufin), ha dichiarato che “Non avere una conoscenza adeguata degli strumenti finanziari non permette di valutare bene i rischi” e, in tempi di Covid, i rischi, abbiamo visto, sono tanti. Della mancanza di un’alfabetizzazione finanziari ho scritto più volte negli anni (qui alcuni articoli) e poco si è mosso. Tutti concordano che sarebbe bene insegnare i rudimenti della finanza iniziando già dalle scuole primarie, senza contare cosa dovrebbero sapere i nostri adolescenti. Ottobre sarà il Mese dell’educazione finanziaria  con laboratori, incontri e webinar disponibili sul portale Quello che Conta. Tempo fa io ho scambiato invece due chiacchiere con Giovanna Boggio Robutti, direttrice generale di FEduF, Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio dell’Associazione Bancaria Italiana, e questo è quello che mi ha detto. «I primi che hanno comportamenti economici poco efficienti siamo noi adulti. In Italia si parla poco di denaro: lo usiamo, ma …

Contro tutti e con tutte. Il femminismo di Maria Montessori

Che cosa avrai mai una donna nata 150 anni fa da insegnare alle ragazze di oggi? Alle femministe della quarta ondata? Basterebbe dire, come ha già fatto Emanuela Audisio nell’intervista pubblicata ieri, che i problemi affrontati dalla giovane Maria Montessori erano in parte gli stessi di oggi: difficoltà a entrare negli ambienti dominati da #tuttimaschi, differenza dei salari, scelta tra lavoro e maternità, indipendenza economica, leadership femminile. E basterebbe leggere la biografia scritta da Cristina De Stefano (ne ho parlato qui) per accorgersi che Maria Montessori è stata la prima a parlare, per esempio, di “socializzazione della funzione materna” e della necessità di introdurre l’educazione sessuale nelle scuole. Madri per scelta «Il femminismo di Maria Montessori è fondativo rispetto alla sua concezione del bambino» dice Erica Moretti,  storica e docente di cultura italiana al The Fashion Institute of Technology-SUNY e studiosa del femminismo di Montessori. «La scienziata italiana parla di una donna che diventa madre in modo informato, libero, consapevole, capace di compiere scelte che tengano conto del benessere del bambino, la cui salute fisica …

Quella curiosa relazione tra Maria Montessori e nuove tecnologie…

Se c’è una cosa che ha portato fan al revival Montessori, è il fatto che i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, quello di Amazon Jeff Bezos, di Wikipedia Wales e lo sviluppatore di videogiochi Will Wright, hanno dichiarato di avere tutti un passato montessoriano. Il Wall Street Journal aveva persino parlato di Mafia Montessori in un articolo. A essere puntigliosi, non è molto montessoriano avvicinarsi al metodo con l’obiettivo di assicurare fama, successo, e ovviamente danaro a fiumi, ai nostri figli, ma è indubbio che, come si direbbe oggi, Maria Montessori ha, anche nel campo delle nuove tecnologie, influencer di un certo peso. Una delle persone che si occupa del curioso legame tra principi educativi elaborati nei primo del Novecento e le nuove tecnologie è Mario Valle, che ne ha scritto un libro, e che io avevo già incontrato a una conferenza sul Metodo Montessori con persone che venivano da tutta Europa (uno dei panel era tenuto da Ruben Jongkind ne ho scritto qui). L’articolo per IODonna mi ha dato un’altra occasione per sentirci. …