All posts filed under: Storie

Quando mi chiedono cosa fai, rispondo: «La raccoglitrice di storie». Quando mi dicono perché, ammetto che, dopo tutto, il mondo è ancora un posto interessante da raccontare. E allora ci provo. Incontri, racconti, scoperte, lavori e famiglie. Donne e uomini. È tutto qui.

Borgo Alive! Una mostra, una piattaforma, e un’App per dare un futuro ai borghi

Devo confessarvi che sono un po’ a disagio quando sento ripetere che siamo “il più” Bel Paese del pianeta, invidiato da tutti, ai primi posti nelle ricerche e trend topic. Quello con i borghi che incantano, mentre il mare blu languisce, e presto ci trasferiremo in massa tra galline e orti bio. Mi chiedo se davvero la bellezza possa bastare a sé stessa e in cuori mio conosco la risposta, e non è rassicurante. Ho deciso che una della mie pillole nel corso di formazione sulle “parole che fanno una destinazione” (prossima tappa Biccari) sarà una sistemica, ma scrupolosa pulizia da ogni retorica. Nessuno più della sottoscritta crede in borghi e comunità, ma quel 70 per cento di paesaggio che compone il nostro territorio italiano in verità manca spesso, e suo malgrado, dello sguardo e delle competenze, quando non delle infrastrutture, per “rinascere” davvero (già rinascere è parola che mi crea alcune inquietudini). Meglio ancora, direi, per vedere se si può ragionevolmente restare in un luogo e creare qualcosa che ti fa mantenere la famiglia. …

Andrea Zanzotto, la poesia come paesaggio

“Esistono davvero certi luoghi, anzi certe concrezioni o arcipelaghi di luoghi, in cui, per quanto ci si addentri, e per quanto li si colga tutti insieme come in un plastico fissato da una prospettiva dall’alto, mai si riuscirebbe a precisarne una vera mappa, a fissarvi itinerari. La voglia che tali luoghi insinuano è quella di introiettarli quasi fisicamente, tanto sono vibranti di vitalità intrecciate e dense. Esistono in tutto il mondo, l’Italia ne è colma, ciò che spinge a identificarli davvero è un amore esclusivo, fatale, per la maestà e la violenza che sale dal fondo dei fondi e spinge come fuoco sotterraneo […]”  Il brano qui sopra è stato tratto dal libro Luoghi e paesaggi di Andrea Zanzotto. Per il poeta veneto, il paesaggio è un’opera d’arte diffusa. Un territorio intrecciato con la poesia e con l’Uomo, per la cui tutela Zanzotto, poeta di cui si celebra il centenario, ha usato versi e impegno civico, anticipando temi e sensibilità di oggi. L’ambiente, con i suoi rimandi sociali, linguistici e identitari è, di fatto, cultura. E …

Quale futuro per il turismo di lusso

Uno dei tanti aspetti di diseguaglianza di questi mesi terribili è che, mentre Oxfam certifica che nel 2020 l’aumento del numero di persone in povertà si sarebbe attestato tra i 200 e i 500 milioni, nel mondo i multimiliardari si sono arricchiti. Guardando a casa nostra, secondo i dati Abi presentati da Il Sole 24Ore, l’incremento della liquidità sui depositi anno su anno è salito dell’8 per cento, ed è a quota 1.682 miliardi. Insomma, ci sono un po’ di soldi pronti a essere spesi. Anche, o soprattutto, nel turismo. Oggi la Fondazione Altagamma ha presentato il libro Turismo di Alta Gamma. Una strategia per l’Italia, frutto di due ricerche (una di Bain & Company e una di Boston Consulting) sul segmento lusso del turismo. Si tratta si un segmento che, come ricorda il presidente della fondazione Matteo Lunelli: «rappresenta meno dell’1 per cento delle imprese di soggiorno e il 3 per cento circa delle notti, ma genera il 25 per cento della spesa totale dei turisti nel nostro Paese». 12mila turisti che per altro …

Giorgino, un rione di Cagliari insegna a giocare al “nonturismo”

È l’antico conflitto tra viaggiatore e turista, tra chi compra e chi condivide, chi occupa e chi partecipa, chi si sente ospite e chi padrone. Il turismo, di massa, quindi over e quindi sempre un po’ sporco e cattivo, quella cosa che vorremo fare ma non dichiarare, con un senso di colpa che neanche cresciuti in un collegio cattolicissimo. Fino a negare il turismo, pensare a un “nonturismo”, forse per trovare il senso del nostro vagare, per emendarci dall’inquinamento, culturale e materiale, che produciamo andandocene per il mondo. Però, è vero che qualcosa di nuovo, possibilmente non marketi(ng)zzabile, si debba definire per stare decentemente in compagnia dell’altro e dell’altrove. Esce domani, 6 maggio 2021, un libro bellissimo che fa parte della collana Nonturismo di Ediciclo Edizioni: si intitola Giorgino, che poi è un vecchio rione marino di Cagliari, un’isola nell’isola in cui il tempo sembra essersi fermato. L’ha realizzato, in tre anni di lavoro di redazione di comunità, Riverrun, hub di innovazione sociale e culturale del capoluogo sardo. Io (dopo averlo anticipato su Repubblica il …

Migrazioni Verticali. La prima su ClubHouse

Su ClubHouse, il nuovo social di cui tutti parlano, non si può registrare (sarebbe meglio usare il condizionale ma vabbè), ma disperdere certe parole al vento, almeno per me, è uno spreco. Tanto più se queste parole sono su una (mia amata) montagna che si pone come un laboratorio di un’altra economia possibile, fatta di imprese giovani e innovative capaci di rivitalizzare un territorio, dal turismo all’agricoltura, ma anche il luogo dove più di ogni altro si deve vincere la sfida più importante: quella della sostenibilità. MigrazioniVerticali™ ha debuttato nella stanza che tengo su ClubHouse insieme a Guendalina Perelli CITTADIN@ NEL MONDO. Nuovi modi di viaggiare, vivere, lavorare, abitare. Una ‘stanza’ che si propone di raccontare come “stare al mondo” in modo ethically minded, e in cui la montagna e le migrazioni verticali, non potevano non avere un posto speciale. Ma è proprio per contribuire a una cultura del vivere il territorio in modo più consapevole e umanamente ricco (ricordo il mio pensiero su identità persone e turismo) che desidero che delle parole di alcuni tra …

Nuova filantropia: la rivoluzione generosa

«Gentilissimo operatore, la ringrazio molto per quello che ha fatto. Per lei è lavoro, ma per una donna di 90 anni come me, vedere persone che svolgono il lavoro con gentilezza è davvero apprezzabile, e io l’ho apprezzato molto…. Come il sale rende più gradevole un buon piatto, così le persone gentili rendono più piacevole la giornata di una persona sola, lei lo ha fatto con me, e sono sicura con altri». Concetta P. aspettava Ugo, l’operatore, ogni giorno verso l’ora di pranzo. Lui saliva con l’ascensore, le lasciava il pasto davanti l’ingresso, ma invece di andarsene subito, si tratteneva a fare due chiacchere con quell’anziana signora che lo guardava dallo spiraglio della porta a distanza di sicurezza. Quando Concetta ha ripreso a uscire, ha mandato a quel volontario di 53 anni del Gruppo L’Impronta che per settimane, ogni giorno, si è presentato davanti la sua porta, questa lettera. Era per dire grazie. Grazie a chi, con l’iniziativa Il Dono di un Pasto a Casa, solo nel mese di dicembre ha consegnato a Milano più …

Cosa resta del turismo in un mondo immobile? Forse, le persone

In questi miei primi tre giorni in ClubHouse mi sono concentrata sulle stanze dedicate al turismo. Praticamente, un esercizio di futurologia, essendo, tra i tutti settori investiti da questa incertezza radicale, quello più colpito e per cui,  qualunque cosa si dica, a parte i dati, si deve necessariamente iniziare con se, ma, forse… Eppure, gli interventi sono stati interessanti (quelli organizzati da Roberta Milano per esempio), e specchio di un settore che sta facendo ogni sforzo per trovare una via di uscita da quello che sembra un vicolo buio e cieco. Parlare o scrivere di turismo, quando di turismo praticamente non ce n’è, è un esercizio disperato. Chi sta nelle redazioni dei magazine di viaggi, gli stessi in cui io sono stata per anni, mi racconta delle difficoltà organizzative per portare a casa un reportage, decidere le mete… Tutti d’altra parte lamentiamo di essere “immobili” da mesi e mesi. Volendo aggiungere un aneddoto personale, l’altro giorno, ho letto del progetto del Reina Sofia sul Rethinking Guernica che permette di vedere tutti i dettagli del capolavoro …

2020. Le parole per dirlo.

Ieri l’account Twitter ha lanciato un suo tweet chiedendo di descrivere il 2020 in una parola (2020 in on word). Le risposte sono per lo più immaginabili. Io stessa ho risposto non con una parola, ma con un numero (and counting), quello dei morti totali nel mondo per COVID-19. Le parole che usiamo sono specchio della nostra società e dei suoi cambiamenti, ma come ha rilevato l’Oxford Languages, questa nostra ipervelocità di comunicazione ha fatto sì che le parole nuove si diffondessero in una quantità e velocità sorprendente. Senza precedenti. Come si legge nel rapporto Words 2020 an unprecedented year, già ad aprile la frequenza della parola coronavirus aveva superato uno dei sostantivi più usati in lingua inglese, ovvero time. Siamo stati travolti dagli eventi e insieme da una quantità di parole nuove. Altre, come ho avuto già occasione di scrivere, hanno cambiato parte del significato a loro attribuito, essendo cambiata l’esperienza che abbiamo avuto di esse. Un cambiamento registrato da Oxford Languages quasi in diretta, costretto come era ad aggiornare il lessico quotidiano con termini …

Con e-bike, picnic e yoga. Il vino che non ti aspetti

E anche le degustazioni digitali le abbiamo provate. Instagram Live guidati da esperti enologi o sommelier, webinar che ci conducevano, si fa per dire, in cantina o in malga. «La tecnologia è servita a mantenere una vicinanza con clienti e turisti, in alcuni casi ad aiutare le vendite, e sicuramente di questa innovazione obbligata qualcosa rimarrà anche nel futuro, ma il digitale è per lo più uno strumento per la pre e post esperienza turistica tradizionale». Roberta Garibaldi, docente di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo, recentemente entrata nel consiglio di amministrazione della World Food Travel Association, è un’esperta di turismo enogastronomico. «In verità l’enogastronomia non è mai stata la prima motivazione per intraprendere un viaggio, ma senza dubbio negli ultimi anni, il 94 per cento di chi si trovava in vacanza ha voluto fare questo tipo di esperienza. Gli italiani, in particolare, secondo le nostre ricerche, almeno per il 75 per cento tendono a muoversi nel territorio locale quando si parla di enogastronomia, cosa che, visto quello che ci dicono tutti i dati …

Parole nuove e giuste per il turismo che verrà

E pensare che avevamo appena finito di festeggiare. Nel 2019 l’industria del turismo aveva contribuito al 10,4 per cento del PIL mondiale e, con quasi 1,5 miliardi di turisti internazionali, festeggiava i dieci anni consecutivi di crescita. Nel 2030 si prospettava spensieratamente il raggiungimento di 1,8 miliardi di turisti e invece, pochi mesi dopo, ecco che, sempre secondo il WTO, il numero di turisti nel 2020 nel mondo potrebbe scendere fino al 30 per cento rispetto al 2019, con un crollo delle entrate fino a 410.000 milioni di euro. In pochi mesi sono cambiate le nostre prospettive, la nostra realtà quotidiana e le nostre parole. Non è la prima volta che succede. Il mondo si era già ristretto dopo l’11settembre, quando forse per la prima volta si è materializzata la possibilità di una paura diffusa che poteva incidere sulla nostra libertà di movimento. Negli ultimi decenni, diversi eventi hanno inciso in modo negativo sull’industria turistica (si pensi solo  alla “grande recessione” del 2008-2009, seguita alla caduta della banca americana Lehman Brothers, che portò a un calo del 20 per cento annuo nel commercio mondiale), ma per avere …