All posts filed under: Turismo

In attesa del teletrasporto, non resta che usare macchine, treni, aerei. La partenza è desiderio, l’arrivo conquista, il ritorno, spesso, il meritato riposo. Ma davvero, di viaggiare non ne possiamo fare a meno. Per il resto, c’è l’immaginazione.

L’odore che ci guida nella memoria e nei luoghi

Chissà che odore avevano le calli di Venezia quando i magazzini traboccavano di spezie e aromi, o che essenze sprigionavano i bouquet preferiti da Maria Antonietta d’Austria e Caterina di Russia. Nelle sere delle prime, le hall de La Fenice o del Bol’šoj dovevano emanare speciali profumi, perché, come scrive Karl Schlögel nel suo recente Il profumo degli Imperi (Rizzoli), ogni epoca ha il suo aroma, la sua fragranza, il suo odore. E anche le nostre vite, in fondo, hanno un leitmotiv odoroso, una colonna sonora fatta di effluvi che arrivavano dalla cucina della nonna o da lunghi abbracci. Lo dice la scienza: nessun senso è complice della memoria come il nostro olfatto. Avete presente Proust? In tempi di pandemia poi, la dimensione pubblica si sovrappone a quella privata. Che non è solo il sentore, si dice non gradevole, delle strade della Parigi della Belle Époque, ad andar perduto, ma gli odori tutti. Fisioterapia per nasi Si chiama anosmia ed è uno degli effetti più spiazzanti del Covid19, che costringe a vivere, a volte per …

Borgo Alive! Una mostra, una piattaforma, e un’App per dare un futuro ai borghi

Devo confessarvi che sono un po’ a disagio quando sento ripetere che siamo “il più” Bel Paese del pianeta, invidiato da tutti, ai primi posti nelle ricerche e trend topic. Quello con i borghi che incantano, mentre il mare blu languisce, e presto ci trasferiremo in massa tra galline e orti bio. Mi chiedo se davvero la bellezza possa bastare a sé stessa e in cuori mio conosco la risposta, e non è rassicurante. Ho deciso che una della mie pillole nel corso di formazione sulle “parole che fanno una destinazione” (prossima tappa Biccari) sarà una sistemica, ma scrupolosa pulizia da ogni retorica. Nessuno più della sottoscritta crede in borghi e comunità, ma quel 70 per cento di paesaggio che compone il nostro territorio italiano in verità manca spesso, e suo malgrado, dello sguardo e delle competenze, quando non delle infrastrutture, per “rinascere” davvero (già rinascere è parola che mi crea alcune inquietudini). Meglio ancora, direi, per vedere se si può ragionevolmente restare in un luogo e creare qualcosa che ti fa mantenere la famiglia. …

Andrea Zanzotto, la poesia come paesaggio

“Esistono davvero certi luoghi, anzi certe concrezioni o arcipelaghi di luoghi, in cui, per quanto ci si addentri, e per quanto li si colga tutti insieme come in un plastico fissato da una prospettiva dall’alto, mai si riuscirebbe a precisarne una vera mappa, a fissarvi itinerari. La voglia che tali luoghi insinuano è quella di introiettarli quasi fisicamente, tanto sono vibranti di vitalità intrecciate e dense. Esistono in tutto il mondo, l’Italia ne è colma, ciò che spinge a identificarli davvero è un amore esclusivo, fatale, per la maestà e la violenza che sale dal fondo dei fondi e spinge come fuoco sotterraneo […]”  Il brano qui sopra è stato tratto dal libro Luoghi e paesaggi di Andrea Zanzotto. Per il poeta veneto, il paesaggio è un’opera d’arte diffusa. Un territorio intrecciato con la poesia e con l’Uomo, per la cui tutela Zanzotto, poeta di cui si celebra il centenario, ha usato versi e impegno civico, anticipando temi e sensibilità di oggi. L’ambiente, con i suoi rimandi sociali, linguistici e identitari è, di fatto, cultura. E …

I giardini della rinascita

«Non esiste nel mondo nessuna civiltà che non abbia provato il bisogno di avere i suoi giardini”, scriveva nel suo L’arte dei giardini lo storico francese Pierre Grimal. E anche la “civiltà delle ville venete”, che disegnò in modo definitivo il territorio della Serenissima dalla metà del 500, non seppe rinunciare a, sempre per citare Grimal, quel “recinto meraviglioso in cui si impara a barare con le leggi della Natura”. Architettura verde in movimento contrapposta all’architettura fissa delle pietre, i giardini sono più che semplice luogo di svago. E questo periodo storico è quello forse più propizio a una riscoperta. Per la prima volta quest’anno, per esempio, il “bosco sacro” di Villa Valmarana ai Nani, alle porte di Vicenza, è aperto con visite guidate. Visto il successo, una volta al mese l’evento si prolunga in orario serale. Passeggiando tra i lecci secolari, si arriva alla Pagoda, un edificio del Settecento interamente affrescato e con finestre a scomparsa: era il luogo dove i proprietari si riunivano a prendere il tè. Perché la Villa, che prende il …

Benvenuti nell’iper luogo. L’aeroporto che diventa destinazione

Dimenticatevi la mera funzionalità. La solitudine, la standardizzazione. L’impressione di essere dovunque e in nessun luogo. Come scrivere Michel Lussault nel suo ultimo libro Iper-Luoghi (Franco Angeli) lo spazio senza identità e geografia di Marc Augé ha fatto il suo tempo. Oggi imperano luoghi caratterizzati dalla sovrabbondanza di connessioni, di possibilità, di evasioni e di esperienze. Luoghi che fanno della mobilità un’esperienza sociale, un gesto identitario. Sono i numeri, del resto, che ci dicono che vivere l’aeroporto non solo si può, ma è sempre più normale. Secondo Iata, la più grande associazione internazionale delle compagnie aeree, nel 2020 voleranno 4,72 miliardi di persone, il 4 per cento in più del 2019. Ma è pensando che nel 1945 i passeggeri erano solo nove milioni, che si intuisce la dimensione del fenomeno. L’aeroporto è oggi la prima tappa di un’esperienza turistica, un luogo in cui si mescolano flussi e mondi, informazioni e desideri. Secondo Lussault, infatti, come tutti gli iper-luoghi, gli aeroporti sono chiusi e iper protetti e allo stesso tempo aperti e accoglienti, inglobando pezzi di natura, …

Alto Adige. Il richiamo della montagna

Nel libro I luoghi che curano, pubblicato pochi giorni fa da Raffaello Cortina Editore, Paolo Inghilleri, docente di Psicologia sociale all’Università di Milano, scrive che la “piacevolezza ambientale” è uno dei fondamenti del benessere mentale e fisico. Gli effetti positivi dell’immersione nella natura sarebbero documentati da vari studi, e conforta sapere che l’equilibrio e l’energia ritrovati dopo una passeggiata nei boschi hanno una spiegazione fisiologica, visto che questa fascinazione per il verde funzionerebbe come “sistema automatico di regolazione”, capace di “ricaricarci le batterie”. Quella verso il mondo naturale, animale o vegetale che sia, è quindi un’attrazione istintiva, una vicinanza emotiva ancor prima che razionale. «Razionalità e coscienza consapevole servono a poco per sintonizzarsi con l’ambiente montano, e sarà per il lungo isolamento provato, ma il contatto quasi fisico con la natura è sempre più richiesto». Parole di Stefan Braito, che si definisce un “coach della montagna”, e che accompagna adulti e bambini per i sentieri del Parco Naturale Puez-Odle alla scoperta della val di Funes e di sé stessi. «La pandemia ha accelerato il cambiamento …

In Toscana la vacanza si allunga e diventa uno stile di vita

È Scarlino la meta preferita dagli italiani per le prossime vacanze estive. Ma la Toscana è presente nelle prime dieci destinazioni anche con Forte dei Marmi e Capoliveri, mentre gli stranieri indicano Marina di Grosseto e Viareggio (dati Booking). «Il 34 per cento di chi sta programmando un visita nella nostra regione chiede espressamente di disconnettersi dalla tecnologia e riconnettersi con la natura», dice Francesco Palumbo, direttore di Toscana Promozione. «I borghi, l’aria aperta della campagna, una costa con spazi ampi, saranno i desiderata dell’estate 2021 e il 30 per cento partirà già a maggio». La Toscana del resto è pronta. Nell’anno pandemico ha lavorato con operatori, destinazioni, territori, per definire insieme una strategia di rinascita. «Un metodo di lavoro innovativo, perché le 52 nuove offerte turistiche secondo i sette temi di viaggio che compongono il nostro Rinascimento senza fine, sono il frutto di una co-progettazione fatta utilizzando una piattaforma digitale, Tuscany Together, presto accessibile anche al grande pubblico». Una rinascita che inizia dalla condivisione di valori etici, dallo star bene nel territorio e con …

Abitar viaggiando. Nuovi camper per una nuova ospitalità

Desiderio di aria aperta, rassicurazione, dimensione familiare eppure aperta, libertà e spazi ampi. Sono i desiderata ormai snocciolati come mantra del turismo post Covid e secondo alcuni dati, il viaggio in camper, l’abitar viaggiando insomma, nomade e stanziale allo stesso tempo, risponderebbe a tutte. I dati dell’Osservatorio del Turismo Outdoor di Human Company dicono che quest’estate, il 55 per cento dei quasi 49 milioni di viaggiatori italiani sceglieranno strutture all’aria aperta. Quelli Camping Report di Campeggi.com per l’estate 2021, che rispetto ad aprile 2020, le ricerche per camping e villaggi vacanze sono aumentate de 656 per cento. In attesa del prossimo Salone del Camper di Parma (in programma a settembre), che sigla anche a una sorta di CamperTherapy, l’aspetto più interessante è forse guardare a come, tra design dell’ospitalità e turismo, stia cambiando l’“oggetto camper”. Negli anni passati una delle trasformazioni formali più importanti del design del campeggio è stata quella del glamping (ne ho scritto più volte a partire da 2014). Parallelamente il design dell’ospitalità si sbizzarriva con l’Esprit Cabane  e camere pop-up). Oggi molti …

Humans of Cinque Terre. Ecco il libro

Si chiamano Massimo, Folco, Bruno. Margherita, Catò e Amy. Sono alcuni tra i cinquanta Humans of Cinque Terre  intervistati in questi due anni da Filippo Lubrano e Andrea Luporini, che insieme animano a La Spezia I Mitilanti, un’associazione di promozione culturale. Il 21 giugno presentano per la prima volta il libro frutto di questo lavoro. Ho contattato Filippo perché, a parte il rigurgito delle mie radici spezzine, da tempo li seguo su Instagram  e finalmente ho trovato una narrazione delle Cinque Terre rispettosa della vocazione originaria del luogo (visto anche uno dei miei ultimi post sul tema). Ecco cosa mi ha raccontato. Come è venuta questa idea? Ho vissuto a New York nel 2016 e lì mi sono innamorato del progetto di Brandon Stanton Humans of New York. Tornato a La Spezia ho pensato di riprendere il concept e contestualizzarlo alle Cinque Terre. E ho coinvolto anche il fotografo Andrea Luporini, che ha una sensibilità particolare nel fare i ritratti, improntata al verismo. Quanto a me, come si vede, ho sempre voluto “scomparire” dal testo. …

Tenuta di Artimino. O il senso della bellezza

Sapete quello che dicono le neuroscienze. Che pure ciò che noi consideriamo bello, dipende non tanto dal gusto personale, ma da quell’equilibrio nelle forme e da quella simmetria che sono “letti” dal nostro cervello come vantaggiosi per la nostra sopravvivenza. La bellezza, dicono, può avere anche effetti antinfiammatori notevoli. Ora, se dovessimo pensare a un bel paesaggio, quello della Toscana, tra ville, colline, vigneti e oliveti, poderi e città, sarebbe semplicemente “il più bello”. “Il più commovente del mondo”, ha scritto lo storico Fernand Braudel, forse più commosso dalla fatica umana che servì a realizzarlo che non dall’opera di Madre Natura. Penso a questo mentre sono affacciata da quel balcone naturale che è il giardino di Villa La Ferdinanda nella Tenuta di Artimino (foto di apertura). Il solito orizzonte verde e oro di campi coltivati ad arte, filari di cipressi e di vigne, il tutto puntellato da pievi, case coloniche e dimore nobiliari, il borgo medievale in lontananza: tutto mi ricorda che a volte il lavoro dell’uomo (e delle donne) lascia persino lodevoli tracce. Che …