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facciamoci del male

A volte, anzi spesso, penso che le donne abbiano un dono speciale a farsi male da sole. I distinguo, le precisazioni, gli attacchi personali, nati in seguito alla lettera, e atto dovuto, Mai più complici di Snoq mi hanno fatto riflettere. Leggo in alcuni forum “femministi” riflessioni sulla “distanza politica da Snoq”, sulla volontà di non “fare da megafono a Snoq”, sulla necessità di fare uscire un altro appello “ma senza Snoq”. Niente di nuovo sotto il sole mi direte. E invece no, perchè oggi, con un richiamo sulla prima pagina del Corriere della Sera, leggo un articolo di Isabella Bossi Fedrigotti che invita a non usare la parola “femminicidio”. Il motivo? Qui viene il bello: il peccato originale di questo neologismo sarebbe che contiene la parola “femmina” che noi sentiremmo, secono la Fedrigotti, «con una vaga intenzione di svilimento se non di disprezzo». Ho letto più volte per vedere se mi sbagliavo. Come mai una signora giornalista come la Fedrigotti prima di scrivere certe cose non si informa magari chiedendo una consulenza alla giovane giurista Barbara Spinelli che sul riconoscimento giuridico internazionale del Femminicidio ha scritto libri e avviato un percorso? Perché, come l’ultimo dei principianti, non si è fatta un giro in Rete, magari scoprendo un blog che le avrebbe dato molte delle informazioni necessarie o solo andando su wikipedia? Perché mi chiedo? Perché?

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Manuela Mimosa Ravasio è una giornalista professionista con una formazione da architetto. Ha lavorato per anni come caporedattore scrivendo di tendenze e lifestyle in riviste di turismo, cultura e attualità. Oggi svolge la sua attività da libera professionista offrendo anche consulenze in comunicazione, progettazione di contenuti e analisi su trend globali.

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