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i giorni della memoria

Domani, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria. Così mi è venuto in mente di saper qualcosa di più sul ruolo della donna nella cultura e nella religione ebraiche. Mi ha sempre incuriosito il fatto che l’appartenenza a questo popolo si tramandasse per via femminile e non maschile. Se uno nasce da madre ebrea lo è, altrimenti no: è la matrilinearità. Ho parlato con Moria Maknouz, coordinatrice di Revivim, corsi di formazione e cultura ebraica di Milano. Mi ha colpito il fatto che, al contrario di quello che si possa pensare, la religione e la cultura ebraiche sono, per così dire, femministe. Certo la Torah è scritta al maschile, così come i precetti e i riti da osservare, ma questo non significa che la donna sia meno importante, tutt’altro. Si tratta, come mi ha spiegato Moria, non di una questione d’importanza, bensì di priorità. Alla donna sono infatti riservate competenze specifiche come la guida della famiglia e l’educazione dei figli. In pratica, una totale responsabilità sulle nuove generazioni che solleva la donna persino dalla rigida osservanza di alcuni vincoli religiosi. Tanto che, vista la sua superiorità in saggezza e la sua genetica predisposizione al Dono della Vita, la donna non ha bisogno di segni per creare il suo legame con Dio. Non deve tagliare la sua carne e lasciare un segno, o indossare la kippah. Mentre parlavo con Moria ho pensato quanto arricchimento provenga dalla vicinanza con le altre culture. Ipazia è un simbolo di laicità, ma questo non significa vivere la propria esistenza senza consapevolezza o gratitudine. Consapevolezza del nostro ruolo del mondo e gratitudine verso le maestre che ci hanno preceduto. La donna ebrea è custode della memoria e, di conseguenza, trampolino di lancio verso il futuro. Per chi osserva correttamente i precetti, ci sono dei momenti in cui il vincolo religioso cessa di essere imposizione e diventa pratica quotidiana. Così, il Shabbat, si spengono tv, cellulari e computer, e ci si dedica alla famiglia. Che poi è la culla dei valori etici e morali, dell’integrità psicologica e spirituale, del rispetto per il prossimo, della crescita personale. La donna che tesse questo futuro non può che essere vicina a questi tempi bisognosi di valori, e a Dio. Qualsiasi cielo esista sopra di noi.

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