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il tramonto e l’aurora

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Alla vigilia dell’8 marzo, vorrei dedicare questo post a Ipazia. Che fu uccisa, o meglio scorticata viva, con frammenti di conchiglia nel mese di marzo dell’anno 415. Era Quaresima: sono gli storici cristiani a ricordarlo, quasi a trovare una giustificazione al massacro di quel corpo di donna (avevano fame ed erano incattiviti). Questo ha però consentito anche un’altra, e più poetica forzatura, quella di datare il martirio di Ipazia proprio l’8 marzo di quell’anno (Ipazia, Vita e sogni di una scienziata del IV secolo di A. Petta e A. Colavito). Ma è bene anche ricordare, che la più grande colpa dell’ultima filosofa della Scuola d’Alessandria fu quella di «occupare la piazza, lo spazio degli uomini». Perché la piazza, il parlare con la gente, sfidare il potere e la ricerca del consenso, questo sì, è cosa che non si perdona. Chi si accinge a uscire dall’ombra per avventurarsi nell’arena della polis, deve allora esserne consapevole. Ancora Ipazia ci viene in aiuto, o meglio il suo amico e discepolo Sinesio che, nella bella opera teatrale di Mario Luzi del 1972, così ci ammonisce: «Quando si è in alto mare, la luce del tramonto e quella dell’aurora non sono molto dissimili. Non so bene distinguere». Ecco, in questi giorni d’attesa, si sono affilati anche i coltelli della denigrazione. Poco importa. Staremo più attente e proveremo a distinguere, con successo, il tramonto dall’aurora. Del resto, arrivate a questo punto, con dei numeri da depressione cronica che la dicono tutta dalla maternità al lavoro (vedi Corriere della Sera di oggi), non credo che ci sia molta scelta. Certo, anche Ipazia avrebbe avuto, una via di salvezza. Fu lo stesso Cirillo a proporgliela: quella di ritirarsi in un convento dove poter continuare a studiare. Ovviamente a sola. Ovviamente in silenzio. Io, invece, ho tanta voglia di urlare.
Per tutti gli appuntamenti di domani consultate il sito Senonoraquando. A Milano appuntamento in Piazza Mercanti alle 18 con Le Donne Danno i Numeri,
e poi il 14 marzo alle ore 21, Assemblea Nazionale delle Donne presso l’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo  in corso san Gottardo 39. Info DinuovoMilano@gmail.com
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Manuela Mimosa Ravasio è una giornalista professionista con una formazione da architetto. Ha lavorato per anni come caporedattore scrivendo di tendenze e lifestyle in riviste di turismo, cultura e attualità. Oggi svolge la sua attività da libera professionista offrendo anche consulenze in comunicazione, progettazione di contenuti e analisi su trend globali.

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extramamma
10 anni fa

Ipazia è il mio mito, l'anno scorso ho visto il film e letto il libro, quello edito da La tartaruga di Maria Monetti Codignola.
In questo momento storico siamo messe malissimo, almeno Ipazia aveva una speranza, ora le donne studiano e lavorano ma il futuro non promette niente di buono e neanche il presente:(
…il pezzo sul Corriere dà delle notizie vecchie, l'unica novità è la classifica: ultime in Europa e non è neanche una sorpresa!

complimenti per il blog!

Manuela Mimosa Ravasio
Manuela Mimosa Ravasio
10 anni fa

Ciao Extramamma.. e benvenuta!.. Anch'io sono mamma, ma non extra… piuttosto sul normale con ansie e giù di lì… Avverto un po' di pessimismo.. Non so se Ipazia avesse una speranza, in fondo lei è stata uccisa, e i suoi assassini sono diventati Santi (Cirillo e Agostino)… dai.. qualche passo l'abbiamo fatto, altri li dobbiamo ancora fare.. se per te Ipazia è un mito, per me è un esempio… GRAZIE!