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libertà o libertina

Ieri, tra i quattro provvedimenti anti crisi e anti speculazione annunciati dalla strana coppia Belusconi-Tremonti c’era anche l’introduzione nella Costituzione del principio della libertà di fare tutto quello che la stessa Carta non nega espressamente. Si tratta di una grande libertà concessa alle aziende, secondo i dettami più spinti del liberismo, e di una pericolosa riduzione di libertà per chi questo “facciounpòquelcazzochemipare” inevitabilmente lo subirà. Per loro, la libertà non sarà altro che un diminutivo, una libertina appunto, con pali e paletti che segneranno i confini di una condizione che li vedrà indeboliti nella loro possibilità di contrattare. Mentre facevo queste considerazioni su Twitter leggevo Federico Rampini che indicava ciò che oggi spiega in modo più approfondito in un bell’articolo su Repubblica: il commissariamento dell’Italia da parte di UE e Stati Uniti d’America. Alla faccia di chi gridava al governo tecnico di transizione come all’abdicazione della politica (il valletto Angelino Alfano), ecco che anche la libertà del nostro Paese si è fatta più piccola. Appare chiaro che l’Italia non è più nella posizione di decidere per se stessa quel che è meglio per Lei: per anni ha scambiato la libertà con il libertinaggio e ora si trova tra le mani una libertina che non può far altro che ventriloquare l’ultimo atto di questo triste spettacolo di illusionismo: far passare il liberismo come libertà. Povera Patria cantava Battiato. Poveri noi.

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere…
La primavera intanto tarda ad arrivare.

 

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Manuela Mimosa Ravasio è una giornalista professionista con una formazione da architetto. Ha lavorato per anni come caporedattore scrivendo di tendenze e lifestyle in riviste di turismo, cultura e attualità. Oggi svolge la sua attività da libera professionista offrendo anche consulenze in comunicazione, progettazione di contenuti e analisi su trend globali.

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