Adolescentia, Educazione
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Making of Love. Vi insegnamo come parlare di sesso agli adolescenti

Enrica Cortese e  Claudio Pauri sono due dei Molesti (gli altri sono Annalisa Cereghino, Matilde Cerlini, Piper Cusmano, Matteo Mori, Lorenzo Rossi e Filippo Sabarino ), un gruppo di ventenni che vorrebbero parlare di sesso senza la censura applicata dal governo, dagli insegnanti e dagli adulti in genere. Loro si sono conosciuti partecipando al progetto Making of Love, dal quale è nato il documentario omonimo diretto da Lucio Basadonne e Anna Pollio, io invece li ho incontrati in occasione della mia inchiesta per IODonna. Dopo il loro libro Making of Love (Fabbri ed) in libreria da ottobre, il 5 novembre al cinema Beltrade esce il film (Edoné. La sindrome di Eva). Questa è la nostra intervista integrale.

Avete stilato una sorta di manifesto per una nuova educazione sessuale. Di cosa si tratta?

L’intento principale è quello di aprire un dibattito sulla sessualità e il piacere nei licei italiani. Non quindi delle lezioni frontali sul sesso, ma cominciare a costruire un nuovo sguardo sul racconto stesso della nostra intimità. Questo significa che oltre gli aspetti che riguardano i rischi, le malattie e la prevenzione, cerchiamo un approccio più positivo che evidenzia anche l’aspetto affettivo ed emozionale.

Cosa vogliono sapere i ragazzi del sesso oggi?

In una parola, il non detto. Anche le serie tv che si spacciano per esplicite infatti, se le guardi bene si autocensurano su certi temi. Il sesso resta un tabù. Noi vorremmo invece parlare di come comportarsi la prima volta a letto, cosa devo fare se scopro che mi piace qualcuno del mio stesso sesso, di sex toys. E poi vorremmo che si parlasse davvero di tutti, rispettando tutte le identità sessuali, dai transgender ai bisessuali. Questo non vuol dire che il “basic” non serve più. Alcuni chiedono ancora se basta strusciarsi per rimanere incinta… Ma nella nostra epoca il sesso è ovunque, entra nelle nostre chat, e diventa indispensabile parlare di tutto per avere una sessualità al passo con i tempi e sicura.

Che rapporto avete con la pornografia? La vostra generazione ne è molto esposta.

La prima cosa da dire è che non si tratta di un manuale di istruzioni. Molte ragazze ci chiedono come si fa a squirtare perché lo vedono fare anche in modo esagerato nei film porno, e se da una parte devono sapere che esistono delle tecniche, dall’altra è bene che sappiano che quello che vedono non è reale, è solo intrattenimento. Tutto quello che si vede, corpi, prestazioni, è finto. Il problema vero è che con il porno si rischia di costruirsi un immaginario che non è reale.

Avete notato differenze tra ragazzi e ragazze nel parlare di sesso?

Le ragazze quando sono in gruppo sono timide, tendono a nascondere il loro piacere e molte negano anche la masturbazione. Nei social però sono molto attive e fanno domande specifiche, serie. Per i ragazzi invece, vale il contrario. Parlano di sesso tra loro in modo goliardico, ma la loro spavalderia è solo apparente. Basta fare qualche domanda, e noi lo abbiamo fatto a ragazzi dai 16 ai 20 anni, e si vergognano, evitano di rispondere, mentre le ragazze sono a loro agio. C’è da dire che le ragazze, a cui per anni non è stato concesso di concepire la sessualità come esperienza di puro piacere, oggi rivendicano quel diritto.

Perché parlate di terza rivoluzione sessuale?

Perché la prima la conosciamo tutti, la liberazione del Sessantotto. La seconda è quella che ha dato il via a un’esplosione di corpi poi spentasi nella diffusione del materiale pornografico e in una sessualità ostentata, mentre adesso è il momento di una visione più inclusiva, libera e meno giudicante. Il paragone più calzante è quello del piacere della cucina: se io vado a un corso non mi dicono continuamente di stare attento, del rischio di bruciare o salare troppo. Che poi è quello che succede nel sesso… perché?

Per sintetizzare insomma, meno contraccezione e più inclusione… il tema del consenso, che è uno dei grandi temi post #metoo, rientra in questo nuovo sguardo?

Sì, prima era un tema così implicito che non si sapeva nemmeno dell’esistenza! E bisogna anche ammettere che ancora i giovani non è così mainstream… soprattutto per i maschi. La nostra cultura è impregnata della così detta mascolinità tossica, ma essere eccitati non significa accettare automaticamente di avere un rapporto sessuale.

Nel libro ci sono anche molti excursus storici e filosofici sul sesso. Sul perché ci piace disegnare peni e vagine, sui tabù… volevate un approccio “culturale”?

Semplicemente perché la cultura e la storia della sessualità sono state rimosse e invece sono dappertutto. Nelle novelle di Boccaccio, nelle opere d’arte … Era un modo per ribadire che il sesso è centrale nella cultura e nella vita dell’individuo.

In apertura un particolare della copertina del libro Making of Love edito da Fabbri. Le illustrazioni sono dell’artista Giulia Rosa.

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