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sulla trasversalità

Questa è una postilla a quanto scritto ieri in bar condicio. Perché questa mattina ho finalmente elaborato una risposta per chi, ogni giorno, predica sull’esigenza strategica, l’opportunità politica, di essere trasversali. Ora, certo alcuni principi, come il 50&50 per esempio, possono essere trasversali. E per questo accolti da persone che appartengono a diverse, talvolta lontane, scuole di pensiero o di appartenenza politica. Ma le persone no, non possono essere trasversali e per questo abbracciare diversi principi (o diverse scuole di pensiero e appartenenze politiche). Finirebbero per trasformare il principio in uno slogan vuoto, un refrain pubblicitario. A casa mia, questo tipo di trasversalità si chiama qualunquismo. Alle persone si chiede, se mai, di essere coerenti con i principi che esse stesse sostengono e, se ne hanno voglia o tempo, creare una rete per promuoverli. Così per esempio, chiederei alla Signora Letizia Moratti che cosa farà alla presentazione dell’evento Metà di tutto del 21 maggio, lei che su 42 posti per l’organizzazione dell’Expo ha sistemato 42 uomini. Così, magari ci dice si sono piazzati sulle sedie a sua insaputa. O magari, ci spiega perché, al pari dei suoi compagni di partito, usa le donne come tapezzeria per la volata finale della sua, femminilissima, campagna elettorale.

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Manuela Mimosa Ravasio è una giornalista professionista con una formazione da architetto. Ha lavorato per anni come caporedattore scrivendo di tendenze e lifestyle in riviste di turismo, cultura e attualità. Oggi svolge la sua attività da libera professionista offrendo anche consulenze in comunicazione, progettazione di contenuti e analisi su trend globali.

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