All posts tagged: conciliazione

La famiglia perfetta? Quella del pinguino Imperatore

[Articolo pubblicato su Sette/Corriere della Sera il 7 giugno 2013] L’aptenodytes forsteri, è il più grosso pinguino esistente. Per questo, è detto l’Imperatore: non vola, ma è un eccellente nuotatore e, per procurare cibo ai suoi piccoli la madre, dopo aver deposto l’uovo, si spinge nelle acque giacciate dell’Antartide per 80 chilometri prima di raggiungere l’oceano aperto. Alla cova, nel frattempo, ci pensa il padre. Indifferente e immobile ai venti che raggiungono anche i 200 chilometri orari a una temperatura che scende anche a meno 60 gradi centigradi, e scaldando l’uovo tenendolo sopra le zampe protetto dal proprio ventre: non lo lasciano mai, disposti a digiunare per più di 60 giorni. E quando mamma pinguino torna, entrambi i genitori continuano a nutrire insieme il piccolo fino alla sua indipendenza. Secondo Coface, la Confederazione delle organizzazioni delle famiglie europee, l’Imperatore è, in natura, l’esempio di una collaborazione familiare perfetta. Scambio di ruoli, collaborazione intelligente, condivisione. Per questo, sul manifesto che annuncia il 2014 come Anno europeo della conciliazione tra la vita familiare e professionale, campeggia questo …

Donne: un altro lavoro è possibile

Articolo pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 5 settembre 2012 Immaginate un artigiano medievale. Immaginate la sua perizia, la virtù dei suoi gesti ripetuti e perfetti, la sua casa laboratorio, la famiglia e i compagni che condividono con lui le sue conoscenze. E ora provate a figurarvi questo stesso maestro connesso con altri 5 miliardi di persone, in un mondo in cui il capitale intellettuale e quello emotivo sono la chiave del suo successo. L’artigiano sa che non esiste barriera possibile tra vita privata e lavoro, tra lavoro e gioco; come sa che in questo virtuoso equilibrio tra tempi personali e lavorativi sta tutto il segreto della sua soddisfazione e felicità. Lui che si è concentrato sul suo talento nutrendolo di continuo studio solo per essere in grado di decidere che cosa fosse meglio per il suo futuro. Ecco, se volete sapere cosa pensa Lynda Gratton, autrice de Il Salto: reinventarsi il lavoro in tempo di crisi (Il Saggiatore), direttrice del Future of Work Institute della London Business School e una delle dieci persone del Pianeta che, secondo The Times e The …

te la dò io la conciliazione

Arrivata alla terza in pochi mesi, non ho resistito. Passi la deputata francese Axelle Lemaire che con un «faccio politica per migliorare la vita degli altri, non per peggiorare la mia», ha rifiutato l’incarico a ministra da parte di François Hollande. Passino le dimissioni di Anne Marie Slaughter ex consigliera di Obama, che con il suo articolo su Atlantic ci ha dato lezioni su tutte le difficoltà di conciliare lavoro e famiglia. Ma oggi ancora, spunta la deputata tory Louise Mensch che dichiara di lasciare la politica per una gestione della vita troppo complicata nonché per sentirsi sottovalutata dai colleghi causa la sua avvenenza. In effetti, a legger bene l’articolo, il dilemma esistenziale deve essere stato pressante. Rimanere a Londra, oppure trasferirsi nella Grande Mela per raggiungere il suo compagno manager dei Metallica e dei Red Hot Chili Pepper? Con tata per i suoi tre bimbi al seguito, of course… Chissà se si è consultata con Slaughter, anche per lei troppe riunioni per seguire con la dovuta cura i figli: ora potrà goderseli nella sua …

recita di fine anno. e non solo

Quando ci si chiede come mai questo Paese sembra fatto a misura di maschio, bisognerebbe guardare a come si conduce la vita di tutti i giorni. Che tipo di scelte si fanno, quali sono le abitudini e i comportamenti quasi automatici che ci governano. Non è mia abitudine parlare di vicende personali, ma credo che oggi farò un’eccezione perché credo che nulla, più della quotidianità, riesca a fotografare lo stato di salute (sociale ed economico) di questo Paese di cui, per altro, non finiamo mai di lamentarci. Chi di voi ha figli e figlie alla scuola primaria, saprà che cos’è la recita di fine anno. Nel mio caso specifico, la scuola ha coinvolto le mamme (badate, le mamme e non i genitori) nel disegno e nella fattura dei costumi teatrali. La prima cosa che ho fatto, una volta saputo il gruppo di lavoro, ho scritto una mail alle altre mamme (badate ancora erano tutte mamme) chiedendo, se possibile, di prevedere anche le esigenze delle donne (avvocate, gornaliste, imprenditrici, libere professioniste, dipendenti etc. etc.) che, ma …

5/20 orario continuato

Poco più di tre minuti di servizio al TG3 di questa sera. Il tempo per insinuare un dubbio, per avvertire qualcosa che non torna, un pericolo che si avvicina, ma non sai da quale parte. Vedo, e sento, donne che raccontano di alzarsi alle 4 e mezza per iniziare a lavorare alle 5. L’azienda, la Luxottica, ha consentito loro di scegliere il turno dalle 5 alle 13, e tante di loro l’hanno fatto, perché uscite da lì avevano il pomeriggio per occuparsi della casa, dei figli. Ascolto, donne stanche, donne che alle 20 crollano sul divano. Fino al mattino dopo. La notizia dell’accordo Luxottica era stata salutata come una ventata di modernità anche da Dario di Vico sul Corriere della Sera in un articolo del 15 gennaio. Allora non si faceva menzione del fatto che il costo maggiore di questa illuminata consultazione condivisa lo avrebbero pagato le donne. In un articolo di Cinzia Sasso apparso su DRepubblica qualche giorno fa invece, il sindacalista (maschio) Nicola Brancher, arriva persino a dire (e copio/incollo dall’articolo): «Chi fa …