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Donne senza figli

[Pubblicato su Gioia! del 29 gennaio 2015] Gli anglosassoni lo chiamano childfree per distinguerlo dal childless. Perché “free” è sinonimo di libertà. La libertà, appunto, di non avere figli. Oppure otherhood (da motherhood), perché ancora, non si può etichettare una scelta come una mancanza, con quel “senza” a sottolineare una comparazione per difetto. L’americana Melanie Notkin, autrice di un libro sul tema, sostiene che questa sia la via per una nuova felicità delle donne moderne, nonché l’ultima sfida del femminismo, che dovrebbe vincere la mom-opia imperante, ovvero la visione miope della femminilità-maternità, e battersi per un’uguaglianza sociale ed economica tra donne “con” e “senza” figli. Non che il fenomeno non abbia anche un retrogusto mediaticamente snob, visto le celebrità che hanno fatto a gara a smantellare il mito della mamma felice: da Helen Mirren, che ha più volte sottolineato l’assenza di un suo istinto materno, a Cameron Diaz che non smette mai di dire di preferire il cinema, o Jennifer Aniston che davvero di domande sui marmocchi non ne può più. Tuttavia, pensare a un …

La maternità può attendere

Otherhood, childfree o semplicemente senza figli. Comunque vogliate chiamare le donne che decidono di non essere madri, il tema solleva molte riflessioni sia dal punto di vista sociale che dell’identità femminile. Ho già parlato di questo nel mio pezzo per Gioia! in edicola il 29 gennaio, in cui parlo anche del web doc Lunàdigas. Qui, invece la mia intervista a Elena Rosci, psicoterapeuta dell’équipe Minotauro il cui ambito di ricerca è focalizzato sull’evoluzione della maternità, saggista e autrice di libri come La maternità può attendere (Mondadori). Le donne che decidono di non avere figli sono sempre più numerose. Lo conferma?I dati statistici sono chiari: a partire dagli anni Settanta, anche in relazione a un aumento delle donne nelle diverse professioni, il decremento demografico è costante. La mia esperienza personale, se pur ristretta alle giovani donne milanesi, lo conferma, tuttavia, devo rilevare che più di un rifiuto della maternità a priori, si tratta di una tendenza a procrastinare, di una non scelta che alla fine si conclude con un non evento. E il famoso, e naturalmente insito, desiderio della …