All posts tagged: età

Vecchia a chi?

Qualcuno ci sta pensando. E studiando. Come rubare alla Mercenaria mercenaria, un mollusco che abita dalle parti delle coste dello Yucatán, il segreto delle sue proteine capaci di mantenersi intatte al passare del tempo e permettendole così di arrivare a 500 anni. Come farà quel gene speciale della balena della Groenlandia a “riparare” il suo stesso DNA, tanto da garantire all’immenso animale 200 anni di vita. Non che si voglia inseguire l’eterna giovinezza, stato per altro di estrema labilità emotiva ed economica, ma di essere, come aveva definito Catherine Mayer qualche anno fa, gioiosamente amortali, orgogliosamente senza età, sì. E mentre ci accingiamo a soffiare, il 21 aprile prossimo, le novanta candeline di Elisabetta II, una che è passata dal parlare con Winston Churchill seduta sul suo divano Chippendale a digitare tweet e firmare la legge sui matrimoni gay, forse sarà il caso di prendere atto che questo non è, e non sarà, il mondo dei giovani. «Già oggi, le persone tra 55 e 74 anni sono 14 milioni, uno in più di quelli che …

50, l’età dell’oro!

Che erano migliorate in stile e carrozzeria se ne erano accorte semplicemente guardando le foto della mamma, e ancor più della nonna. A dire invece loro che, arrivate alla soglia dei cinquanta, sono persino più intelligenti, ecco due studi, tedesco e inglese, pubblicati poche settimane fa rispettivamente su PlosOne e Intelligence, che assicurano che dopo aver spento le candeline del mezzo secolo, non solo non sono da rottamare, ma che le sinapsi si muovono più agili che mai. «Forse pochi se ne accorgono, ma la vita si sta allungando a un ritmo impressionante: negli ultimi quarant’anni anni abbiamo guadagnato dieci anni», dice il famoso genetista Edoardo Boncinelli. «Mangiamo tutti i giorni e meglio, prendiamo antibiotici, ci laviamo le mani. Il risultato è che siamo più sani e abbiamo sempre più voglia di fare una sorta di gara della giovinezza con gli altri». Insomma, effetto Flynn a parte, il tempo passa e noi, almeno a livello di generazione, ringiovaniamo. Senza contare che è alle cinquantenni di oggi, finalmente libere da impegni familiari e dotate di un …

La rivincita delle tardone

Avrete notato. In tempi di rottamazione e adulazione della giovinezza, ecco che la moda (quella alta, del lusso, che di tendenze se ne intende) si sceglie come testimonial donne mature e per giunta non ritoccate. È il caso di Joan Didion per Céline, di Joni Mitchell per Yves Saint Laurent e di Iris Apfel per Alexis Bittar, in ordine 80, 71 e 93 anni. “Tardone” di culto insomma che sembrerebbero mandare un bel messaggio: ci siamo ancora, siamo tante e, per giunta, godiamo di ottima salute. Vi ricordate la scena del parcheggio del film Pomodori verdi fritti alla fermata del treno? A due sgallettate che le avevano rubato il parcheggio, una vigorosa Kathy Bates sfonda letteralmente il “di dietro” della macchina decappottabile al grido di Towanda con tanto di lapalissiana considerazione finale: «Sono più vecchia e quindi meglio assicurata». Ma cosa c’è dietro questa ostentazione di una femminilità âgé e poco plastificata? È forse giunto il momento che anche gli strateghi del marketing, dopo aver venduto una giovinezza impossibile e per giunta (visto come è messa la gioventù oggi) perdente dal punto di vista del potere d’acquisto, si siano accorti che …

se la vita è ridotta a centimetro

Era un pensiero che se ne andava per la mia testa da giorni. Poi, questa mattina mi è parsa davanti una frase di Anna Maria Ortese che in una lettera a Dario Bellezza scriveva: «Questa mia vita ridotta a centimetro». Certo, nel grido di una donna dimenticata dai più, scivolata in gravi condizioni economiche tanto da beneficiare, alla fine, della Legge Bacchelli, c’è molto di più di una metafora quantitativa della vita di una donna. C’è un rabbioso senso di esclusione, di fine vitae, di occasioni, suo malgrado, mancate. Ma io che sono ben lontana da tali splendori poetici, mi sono accontentata di soffermarmi su questa «riduzione a centimentro». Su questo consumo di vita, sempre per usare le parole di Anna Maria Ortese, puro e semplice, e da cui, appunto, bisognerebbe sempre tenersi al riparo. Soprattutto noi donne, che di vita consumata e giudicata tanto-al-chilo, che di corpi misurati a taglie di reggiseno, e che di talenti e intelligenze soppesati sulla bilancia dell’età ne abbiamo, ancora, quotidiana esperienza. E quel 13 febbraio, eravamo scese in …

elogio della fragilità

Il momento più alto, le parole più emozionanti, che ieri, a Milano, Nichi Vendola ha regalato a chi era venuto ad ascoltarlo all’Arco della Pace, sono state quelle dedicate alla vecchiaia e alla disabilità. Un inno all'(est)etica di ciò che oggi la società al botulino considera debolezze, un elogio della fragilità, della sacra imperfezione dell’essere umano. Oggi, il mio Presidente, Giorgio Napolitano si è commosso ricordando i magistrati caduti per questo Paese, la voce rotta e le lacrime, quasi. Qualcuno avrà ipotizzato una scarsa tenuta emotiva, una malcelata debolezza di nervi. Perché in questo mondo di celluloide inespressiva anche l’emozione (vera) è diventata malattia, e la malattia, insulto. Così, nella Giornata dedicata alle Vittime del Terrorismo, Daniela Santanchè chiama Ilda Bocassini una metastasi, e scusate se la sofferenza e la sconfitta insita in questa parola disturbano l’atmosfera. Eppure la fragilità ha la stessa forza creatrice del dubbio. «Mi glorierò della mia debolezza» dice San Paolo nella seconda lettera ai Corinzi. Perché la grandezza degli uomini, e delle donne, sta nel non avere paura di confrontarsi …