All posts tagged: interviste

Designfulness, l’interior design sposa le neuroscienze

Una curiosità iniziata a cinque anni, quando da sola codificava i colori dei suoi orsacchiotti e arredava la camera in modo da essere “più felice”. Poi gli studi di architettura e design e il fascino esercitato dalle neuroscienze che potevano spiegare, attraverso il funzionamento del cervello, come gli ambienti in cui viviamo influenzano il nostro benessere. Così Isabelle Sjövall, di Stoccolma, ha pensato che ci potesse essere un altro modo per occuparsi di interior design, il neurodesign, o come titola il suo ultimo libro, il Designfulness. Come rileggere la storia di design e architettura alla luce delle scoperte del neurodesign? Oggi noi passiamo circa il 90 per cento del nostro tempo all’interno di edifici, cosa che non succedeva secoli fa, ma il nostro cervello è rimasto pressoché lo stesso e non ha avuto tempo di adeguarsi. Dovremmo tenerlo a mente quando progettiamo case, uffici o scuole. Per esempio, utilizzare il vetro per avere più luce naturale è una buona cosa, ma troppo vetro insieme a pietra e acciaio spesso creano un terribile ambiente acustico. E …

Adolescenti. La prima volta che…

Sia detto ai genitori ansiosi: mettetevi il cuore in pace, sono molti gli studi che dicono che l’età media del primo rapporto sessuale è di 15 anni e mezzo e, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non c’è differenza significativa tra maschi e femmine. Lo ribadisce anche un nuovo libro curato da Emanuela Confalonieri, docente di psicologia dello sviluppo all’Università Cattolica di Milano (Love Skills in adolescenza, Franco Angeli), con cui ho chiacchierato per saperne di più su adolescenti italiani e relazioni sentimentali in occasione del mio articolo per IODonna. Alcune cose dette si leggono nell’articolo pubblicato sul settimanale, altre, per le solite ragioni di “taglio e cucito”, le ho riportate qui. Buona lettura. Mi è sembrato interessante presentare la relazione affettiva e sessuale degli adolescenti come palestra sociale. Un modo per conoscere e accettare il proprio corpo ma anche per conseguire competenze, autonomia e autostima… Le relazioni fra adolescenti hanno sempre avuto questa funzione, ma l’anticipazione del debutto sessuale negli ultimi 20 anni ha spinto a guardare in modo più approfondito il fenomeno, …

Making of Love. Vi insegnamo come parlare di sesso agli adolescenti

Enrica Cortese e  Claudio Pauri sono due dei Molesti (gli altri sono Annalisa Cereghino, Matilde Cerlini, Piper Cusmano, Matteo Mori, Lorenzo Rossi e Filippo Sabarino ), un gruppo di ventenni che vorrebbero parlare di sesso senza la censura applicata dal governo, dagli insegnanti e dagli adulti in genere. Loro si sono conosciuti partecipando al progetto Making of Love, dal quale è nato il documentario omonimo diretto da Lucio Basadonne e Anna Pollio, io invece li ho incontrati in occasione della mia inchiesta per IODonna. Dopo il loro libro Making of Love (Fabbri ed) in libreria da ottobre, il 5 novembre al cinema Beltrade esce il film (Edoné. La sindrome di Eva). Questa è la nostra intervista integrale. Avete stilato una sorta di manifesto per una nuova educazione sessuale. Di cosa si tratta? L’intento principale è quello di aprire un dibattito sulla sessualità e il piacere nei licei italiani. Non quindi delle lezioni frontali sul sesso, ma cominciare a costruire un nuovo sguardo sul racconto stesso della nostra intimità. Questo significa che oltre gli aspetti che riguardano i …

I numeri della gioia. La mente matematica di Maria Montessori

Mi permetto, in questo caso, un piccolo racconto personale. Perché tutte le volte che leggo della particolare efficacia dei materiali Montessori nell’apprendimento dei concetti matematici, mi si materializza davanti la visione di mio figlio, e di qualche suo amichetto, che porta a casa “la catena del mille” fai-da-te (nel senso che quella classica la lasciavano a scuola e loro se ne facevano una di carta proseguendo la numerazione all’infinito). L’ho vista srotolare dalla camera al salotto, qualche volta ci sono pure passata sopra, e ogni tanto chiedevo a mio figlio seienne quando si sarebbe staccato da quel rotolo che ogni giorno aumentava di volume e lunghezza. Qualche giorno fa gli ho chiesto, ora che è adolescente scientifico, cosa ricordasse di quelle “catene” e lui, col sorriso, mi ha praticamente fatto un trattato di tutti i materiali usati. Sottolineo il sorriso, che a mio parere è più importante dei concetti appresi vista l’idiosincrasia matematica che sembra essere diffusa nei nostri studenti. Anna Maria Bianconi è un’insegnante di una scuola primaria romana che ha scritto un libro per …

Oltre l’infanzia. Maria Montessori per scuola media e adolescenti

C’è chi lo chiama il buco nero della scuola italiana, sia perché chi esce di lì rischia comunque di perdersi e andare a ingrossare le file dei così detti NEET (secondo l’ultimo rapporto europeo sull’istruzione dopo un decennio di calo, il tasso di abbandono scolastico è aumentato e nel 2018 è stato del 14,5 %, contro una media UE del 10,6 %); sia perché l’insegnamento comincia a mostrare tutti i suoi limiti, compreso un corpo docente che è il più anziano d’Europa (già nel 2017 il 58 % degli insegnanti di scuola primaria e secondaria aveva più di 50 anni) e una procedura di selezione e formazione degli insegnanti (praticamente inesistente) che non ha garantito negli anni l’ingresso di insegnanti qualificati. Eppure, qualche felice esperienza di un scuola secondaria di primo grado, le cosiddette scuole medie, esiste. Il Metodo Montesssori sperimentato all‘istituto Quarenghi Riccardo Massa di  Milano, di cui avevo già scritto qui, è sicuramente un modello a cui guardare. In occasione di una mia inchiesta sul Metodo Montessori per IODonna, ne ho parlato con Laura Marchioni, responsabile scientifica …

La giustizia educativa di Maria Montessori

Paola Trabalzini insegna Antropologia Pedagogica alla Lumsa e spesso, come nei suoi numerosi libri, si è occupata del pensiero di Maria Montessori in rapporto alla giustizia sociale. Una dimensione fondamentale, poiché non ci può essere scuola senza una comunità equa, e non ci può essere scuola se non per tutti. A cominciare dagli ultimi. Nei giorni in cui ho sentito Trabalzini, e preparavo il mio articolo uscito per IODonna del 22 agosto, ho parlato con lei proprio di questo aspetto. Quella che segue è l’intervista integrale, di cui sull’allegato al Corriere della Sera è stato pubblicato per ragioni divulgative e giornalistiche solo un brano.  Con l’emergenza sanitaria concetti come povertà educativa o abbandono scolastico sono diventati argomenti mainstream, e del resto i dati sono allarmanti. In che modo il messaggio di Montessori può esserci di esempio? Le prime Case dei bambini sono istituite nel 1907 a San Lorenzo, un quartiere periferico e popolare di Roma, per accogliere bambini con svantaggio socio-culturale. Erano parte di un progetto di risanamento edilizio e igienico-sanitario realizzato dall’Istituto Romano di …

Noi siamo natura. La scienza della pace di Maria Montessori

«È come quando hai assaggiato una cosa buona, una pesca dolcissima e croccante, un dolce che preparava la nonna quando eri bambino, quel sapore, quell’esperienza, in un certo senso la ricercherai per la vita e ti guiderà nelle tue scelte». Su una cosa, io e Micaela Mecocci, ex bambina montessoriana (i genitori fecero la fila tutta la notte per iscriverla al Settimo Circolo Didattico Montessori di Roma aperto da Maria Clotilde Pini) e oggi insegnante alla Montessori Bilingual School di Parigi, concordiamo fin dall’inizio. Chi ha frequentato una scuola Montessori all’origine della propria vita scolastica, ha buone probabilità di ricercare quell’esperienza positiva. Quanto è stato importante per lei aver frequentato scuola montessoriana? Mi ricordo che in prima elementare mi sono seduta a fianco la maestra e mi sono detta: “Un giorno ci sarò io qua”. In realtà io in seguito mi sono dedicata alla carriera universitaria, ma mi mancava la scuola e infatti alla scuola sono tornata. L’esperienza montessoriana è profonda, rimane un bagaglio solido originario che a volte si matura solo in età adulta. È come …

Quella muta eloquenza dei materiali Montessori

Cosa dovremmo tenerci stretto del lascito di Maria Montessori? Mettiamo che dovessimo scegliere, che sarebbe già un lusso, tra le tante lezioni che ci ha lasciato la scienziata italiana, quale sarebbe quella utile ancora oggi, anzi soprattutto oggi che il tema “scuola” sembra prioritario? Questo è stato lo spirito con cui è nata l’inchiesta pubblicata su IODonna il 22 agosto, e nelle mie conversazioni non poteva mancare il presidente dell’Opera Nazionale Montessori, l’ente che sostiene sotto il profilo metodologico tutte le scuole che adottano il metodo Montessori, Benedetto Scoppola. Quello che ci siamo detti al telefono in un pomeriggio di metà luglio  è stato riassunto per ragioni giornalistiche sul settimanale del Corriere della Sera. Questa invece è l’intervista integrale. Se dovesse scegliere un principio montessoriano, quale sceglierebbe?  Sceglierei il fatto di rendere il bambino protagonista di quello che fa attraverso materiali ben pensati e su cui il bambino può fare delle scoperte. C’è un ossimoro che spiega tutto questo ed è “la muta eloquenza del materiale”. E ci dice del fatto che se un materiale …

Marica Branchesi, la scienza è femmina

Nel 2018 il Time l’ha inserita tra le 100 persone più influenti del mondo, ed è stata lei che, cento anni dopo quanto detto da Albert Einstein, è riuscita a captare da terra il segnale delle onde gravitazionali. Ma Marica Branchesi è una scienziata che fa anche opera di divulgazione. Questa intervista è di qualche tempo fa, ma si interroga sulla presenza e il ruolo della donna nelle scienze, tema sempre attuale e mai risolto. La ripubblico oggi, 11  febbraio che le Nazioni Unite hanno dichiarato Giornata delle donne e delle ragazze nella scienza. Le recenti rivelazioni confermano un vantaggio dei maschi (massimo nei licei con 18 punti in più) in materie come la matematica. Le ragazze, man mano che crescono, sembrano infatti perdere fiducia nelle loro qualità logico-matematiche e nella possibilità di dedicarsi a materie scientifiche. Crede che una “divulgazione femminista”, mi passi il termine, sarebbe utile a dare fiducia alle ragazze e a incoraggiarle verso la matematica e le materie scientifiche? Una narrazione della scienza al femminile è necessaria ed è importantissima per dare alle ragazze …

Quanto è fotogenica l’alta montagna. Su Instagram

Con oltre 165 mila follower, VisitTrentino è uno degli account Instagram con la più efficace strategia di promozione del territorio. Le ragioni del successo? Le spiega la responsabile dell’Area Digital Content e Social Media Valentina Cappio. Quando avete capito la relazione tra Instagram e turismo? Già due anni fa le ricerche dicevano che sempre più prenotazioni dipendevano da immagini viste su IG. Noi curiamo i contenuti postati cercando di raccontare mete non solo belle, ma ricche di tradizioni e simbolo di quell’italian lifestyle che ha un valore decisivo anche per l’estero. Quali immagini generano maggiore interazione? Una foto con una presenza umana restituisce un’esperienza più vissuta e spontanea ed è di solito quella che raccoglie più like e commenti. Ma per creare una community più ampia possibile, ripostiamo anche immagini create e condivise da utenti privati mentre i testi sono in inglese. Quanto sono importanti le stories? Sempre di più. Sono contenuti veloci che realizziamo in prima persona anche partecipando a eventi locali, ma con una forte interazione grazie al forte senso di autenticità che …