All posts tagged: lavoro

Il ristorante piace micro

[Articolo pubblicato su Lei Foodie il 28 aprile 2014] Un investimento medio di 120 mila euro, tanta passione e un certo intuito imprenditoriale. L’idea, invece, arriva da New York, dove i micro-ristoranti a micro-menu (una o due specialità al massimo) stanno registrando un successo di clienti e di fatturato. Pochi metri quadrati con cucine a incastro e tavoli per pochi, quando non un’unica vetrata con tavolino all’esterno (il resto in piedi o take away), che stanno diventando il posto preferito per la pausa pranzo o lo spuntino veloce prima e dopo un cinema. «Il modello americano è perfetto anche per il nostro Paese» dice Lucio Miranda, presidente di Export Usa. «E in effetti, qualche esempio, dai panzerotti alla polenta, esiste già. Il fatto è che la cucina italiana si presta molto a questo modello di business per la ristorazione: basta avere una base, semplice come la pasta o le piadine, che può essere cucinata in modi differenti». Il segreto però, è ovviamente essere originali. E mescolare la cultura gastronomica locale con una certa dose di …

La borsa (di studio) è la vita

[Articolo pubblicato su Sette il 28 febbraio 2014] 25 milioni di euro nei prossimi 25 anni. Per finanziare master e dottorati all’estero a giovani laureati italiani che abbiano intenzione di tornare a lavorare nel Bel Paese. È il progetto Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship, perché lo spreco delle competenze è un costo per tutti. A cominciare dalle imprese private C’è chi la chiama fuga dei cervelli, chi preferisce – magari considerando che di cervello, e intelligenza, è dotato anche chi la laurea nel cassetto non ce l’ha – parlare semplicemente di dispersione di laureati. Sono i giovani dottori e dottoresse italiane che, in circa novemila ogni anno secondo le ultime stime, dopo un soggiorno di studio all’estero non tornano più nel Bel Paese. Perché, appunto, il problema non è il master o la specializzazione oltreconfine. Anzi, se in Germania è il 23 per cento dei giovani che decide di emigrare dopo l’università, e in Gran Bretagna il 25, in Italia, solo il 16 per cento opta per un’esperienza fuori casa. Il fatto è, che poi, non …

Pane al pane

[Articolo pubblicato su Sette il 31 gennaio 2014] Se mai ci sarà una rivoluzione del nostro modo di vivere, comincerà dal pane, come è sempre successo. In una stanza di poche decine di metri quadri a Fobello, un paesino di 140 abitanti in Val Mastallone, valle alterale della Valsesia, tra un forno, un piano di lavoro, i cesti di pani e i sacchi di farina stoccati, queste parole risuonano come una speranza. Eugenio Pol si è trasferito qui una decina di anni fa e, da allora, ha sempre cercato di fare un pane che profumasse di grano. Quel grano che scendeva freddo dalle macine a pietra e che nel pane moderno è stato annullato dall’aroma del saccharomyces cerevisiae: il lievito di birra. Eugenio Pol comincia a lavorare alle due del mattino e sta con il suo pane fino alla mezzanotte del giorno successivo. Non ha celle di lievitazione, ma una pasta madre che ha ottenuto con il 50 per cento di monococco – lo stesso tipo di cereale trovato nello stomaco di Oetzi per intenderci …