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Un menu per la storia

[Pubblicato su Sette/CorrieredellaSera del 15 aprile 2015] All’Hotel de Paris di San Remo, la sera di Natale del 1898, si serviva un consommé princesse seguito da trota salmonata con salsa écrevisse, Roast beef à la Renaissance, costoletta di capriolo, Aspic di fegato d’oca, piselli freschi alla francese e punch allo champagne; quindi pernici in voliera, insalata italiana, cassatina, torrone montato e dessert assortiti. Nulla si sa sui vini, ma le finissime decorazioni del menu assicurano che si trattava di un pranzo importante. Uno dei tanti raccontati dai 120 menu storici provenienti dalla collezione privata di Domenico Musci, dall’Accademia Barilla di Parma, dall’Associazione Internazionale Menu Storici e da alcune collezioni private, esposti nella mostra “A Tavola tra Cultura e Storia” che, quest’estate sarà ospitata prima al Palazzo Oddo di Albenga, quindi ad Alassio e altre città delle così dette Alpi del Mare. Pranzi di nozze, festeggiamenti, congressi, conferenze e inaugurazioni, dall’Ottocento ai giorni nostri, che tracciamo, attraverso le ricette e l’ospitalità, la storia dei costumi alimentari della regione. «La cucina ligure è una cucina di terra, …

Liguria, dalla terra alla tavola

[Pubblicato su Sette/CorrieredellaSera del 15 aprile 2015] Quest’anno forse si tornerà alla produzione normale. Ci sono voluti quasi quattro anni perché le vigne ripiantate riprendessero il loro ciclo e, dopo qualche estate piovosa, Bartolomeo Lercari avrà di nuovo i suoi 180 litri di Sciacchetrà. Le vigne di famiglia sopra a Vernazza ora coprono 1,9 ettari, che poi corrispondono a 25 ettari di vigna lavorabile con le macchine. Questa invece la si percorre solo a piedi, in salita e discese ripidissime, ché la monorotaia trasporta solo pietre e concime. «La mia azienda è stata tra le più danneggiate dall’alluvione del 2011» dice Lercari, «tanto che a rifare i muretti a secco mi hanno aiutato anche i vignaioli delle altre Cinque Terre». La sua dopo tutto, è una storia antica: la nonna aveva una mescita in paese e vendeva uva da tavola al mercato di La Spezia, mentre il trisnonno “andava con la barca all’orizzonte” per vendere il vino ai bastimenti di passaggio. Così, quando a gennaio 2014, quindici dei ventidue produttori del famoso passito ligure hanno …