All posts tagged: scuola

Scuole superiori chiuse: è lotta di classe

È stato facile, persino intuitivo, capire perché per bambini e bambine la scuola da remoto fosse uno strumento inadeguato. È stato facile, anche se in fondo, nella decisione di tenere aperte (in molti casi ma non in tutti) le scuole dell’infanzia e primarie, spesso ha contato di più il fatto che mamma e papà dovessero lavorare, che non l’effettivo diritto e necessità a una risposta ai bisogni cognitivi. Una scuola di servizio insomma, e non una scuola come luogo di formazione di cittadini che, pur di tenera età, andrebbero considerati in tutta la loro dignità e presenza. Ed è stato facile, di conseguenza, affermare e credere che per i “più grandi”, ragazzi e ragazze che frequentano le secondarie superiori, la DaD (acronimo di didattica a distanza) potesse essere la soluzione a questo male contingente. DaD che quindi si configura non più come risposta emergenziale, ma strutturale. Giorni fa Gianfranco De Simone, ricercatore della Fondazione Agnelli, ha pubblicato uno studio sugli effetti della chiusura delle scuole a causa della pandemia COVID-19 e sul ruolo giocato dalla DaD. …

Abbandono di minori

Ho fatto un sogno. Mi sono sognata che i presidi delle scuole secondarie si mettevano d’accordo e disobbedivano all’imposizione della DaD. Aprivano le scuole. Aprivano le classi, i laboratori e gli auditori. C’erano i ragazzi e le ragazze tutti e tutte. C’era pure il gatto, ma credo sia una digressione onirica. E poi sono arrivati a portarli via. Uno dopo l’altra, che non si capiva dove andassero e come. Uno alla volta, lontani. In Italia, prima in Europa, il 22,2 per cento dei giovani compresi tra i 15 e i 29 anni non lavora e non studia. Sono 2 milioni di Neet. (dati Istat). In Italia, abbiamo solo il 61 per cento di diplomati (media EU 78) e il 19 per cento di laureati (media EU 32,3). Come sempre, fanalino di coda. In Italia, la percentuale di abbandono nella scuola secondaria di II grado è pari al 4 per cento secondo il MIUR, ma secondo i dati di  Eurostat, che considera in modo più complesso la mancata frequenza della scuola, il 14,5 (media europea del 10,6) . In Italia, la spesa nell’Istruzione …

Contro tutti e con tutte. Il femminismo di Maria Montessori

Che cosa avrai mai una donna nata 150 anni fa da insegnare alle ragazze di oggi? Alle femministe della quarta ondata? Basterebbe dire, come ha già fatto Emanuela Audisio nell’intervista pubblicata ieri, che i problemi affrontati dalla giovane Maria Montessori erano in parte gli stessi di oggi: difficoltà a entrare negli ambienti dominati da #tuttimaschi, differenza dei salari, scelta tra lavoro e maternità, indipendenza economica, leadership femminile. E basterebbe leggere la biografia scritta da Cristina De Stefano (ne ho parlato qui) per accorgersi che Maria Montessori è stata la prima a parlare, per esempio, di “socializzazione della funzione materna” e della necessità di introdurre l’educazione sessuale nelle scuole. Madri per scelta «Il femminismo di Maria Montessori è fondativo rispetto alla sua concezione del bambino» dice Erica Moretti,  storica e docente di cultura italiana al The Fashion Institute of Technology-SUNY e studiosa del femminismo di Montessori. «La scienziata italiana parla di una donna che diventa madre in modo informato, libero, consapevole, capace di compiere scelte che tengano conto del benessere del bambino, la cui salute fisica …

Quella curiosa relazione tra Maria Montessori e nuove tecnologie…

Se c’è una cosa che ha portato fan al revival Montessori, è il fatto che i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, quello di Amazon Jeff Bezos, di Wikipedia Wales e lo sviluppatore di videogiochi Will Wright, hanno dichiarato di avere tutti un passato montessoriano. Il Wall Street Journal aveva persino parlato di Mafia Montessori in un articolo. A essere puntigliosi, non è molto montessoriano avvicinarsi al metodo con l’obiettivo di assicurare fama, successo, e ovviamente danaro a fiumi, ai nostri figli, ma è indubbio che, come si direbbe oggi, Maria Montessori ha, anche nel campo delle nuove tecnologie, influencer di un certo peso. Una delle persone che si occupa del curioso legame tra principi educativi elaborati nei primo del Novecento e le nuove tecnologie è Mario Valle, che ne ha scritto un libro, e che io avevo già incontrato a una conferenza sul Metodo Montessori con persone che venivano da tutta Europa (uno dei panel era tenuto da Ruben Jongkind ne ho scritto qui). L’articolo per IODonna mi ha dato un’altra occasione per sentirci. …

W Maria Montessori. Un documentario di Emanuela Audisio

«Io e Maria Montessori? In un certo senso posso dire di averla “incontrata” in Iran prima dei dieci anni, quando tornavo a casa da scuola e mi dicono che volevo sempre stirare… ho ancora un portaoggetti in raffia fatto là. Poi la ricordo sulle famose mille lire e di lei, tornata in Italia, ho sempre avuto un’idea un po’ professorale. Fino a oggi, perché con la preparazione del documentario, vedendo quello che lei ha fatto anche in India, il suo ultimo desiderio di partire per l’Africa, il modo in cui rispondeva a tutti coloro che le chiedevano di dare una mano, ho considerato il significato della sua vita nel momento storico di Montessori. Un momento, nonostante tutto e dittature comprese, di grande flusso libertario, in cui le istituzioni per prime si adoperavano per migliorare la vita dei ceti meno fortunati, non incapaci o “sfigati”, solo meno fortunati e quindi degni di cura». Comincio dalla fine, nella mia conversazione con Emanuela Audisio su Maria Montessori. Perché è importante, nel 150esimo della sua nascita, restituire lo spessore …

I numeri della gioia. La mente matematica di Maria Montessori

Mi permetto, in questo caso, un piccolo racconto personale. Perché tutte le volte che leggo della particolare efficacia dei materiali Montessori nell’apprendimento dei concetti matematici, mi si materializza davanti la visione di mio figlio, e di qualche suo amichetto, che porta a casa “la catena del mille” fai-da-te (nel senso che quella classica la lasciavano a scuola e loro se ne facevano una di carta proseguendo la numerazione all’infinito). L’ho vista srotolare dalla camera al salotto, qualche volta ci sono pure passata sopra, e ogni tanto chiedevo a mio figlio seienne quando si sarebbe staccato da quel rotolo che ogni giorno aumentava di volume e lunghezza. Qualche giorno fa gli ho chiesto, ora che è adolescente scientifico, cosa ricordasse di quelle “catene” e lui, col sorriso, mi ha praticamente fatto un trattato di tutti i materiali usati. Sottolineo il sorriso, che a mio parere è più importante dei concetti appresi vista l’idiosincrasia matematica che sembra essere diffusa nei nostri studenti. Anna Maria Bianconi è un’insegnante di una scuola primaria romana che ha scritto un libro per …

Oltre l’infanzia. Maria Montessori per scuola media e adolescenti

C’è chi lo chiama il buco nero della scuola italiana, sia perché chi esce di lì rischia comunque di perdersi e andare a ingrossare le file dei così detti NEET (secondo l’ultimo rapporto europeo sull’istruzione dopo un decennio di calo, il tasso di abbandono scolastico è aumentato e nel 2018 è stato del 14,5 %, contro una media UE del 10,6 %); sia perché l’insegnamento comincia a mostrare tutti i suoi limiti, compreso un corpo docente che è il più anziano d’Europa (già nel 2017 il 58 % degli insegnanti di scuola primaria e secondaria aveva più di 50 anni) e una procedura di selezione e formazione degli insegnanti (praticamente inesistente) che non ha garantito negli anni l’ingresso di insegnanti qualificati. Eppure, qualche felice esperienza di un scuola secondaria di primo grado, le cosiddette scuole medie, esiste. Il Metodo Montesssori sperimentato all‘istituto Quarenghi Riccardo Massa di  Milano, di cui avevo già scritto qui, è sicuramente un modello a cui guardare. In occasione di una mia inchiesta sul Metodo Montessori per IODonna, ne ho parlato con Laura Marchioni, responsabile scientifica …

La giustizia educativa di Maria Montessori

Paola Trabalzini insegna Antropologia Pedagogica alla Lumsa e spesso, come nei suoi numerosi libri, si è occupata del pensiero di Maria Montessori in rapporto alla giustizia sociale. Una dimensione fondamentale, poiché non ci può essere scuola senza una comunità equa, e non ci può essere scuola se non per tutti. A cominciare dagli ultimi. Nei giorni in cui ho sentito Trabalzini, e preparavo il mio articolo uscito per IODonna del 22 agosto, ho parlato con lei proprio di questo aspetto. Quella che segue è l’intervista integrale, di cui sull’allegato al Corriere della Sera è stato pubblicato per ragioni divulgative e giornalistiche solo un brano.  Con l’emergenza sanitaria concetti come povertà educativa o abbandono scolastico sono diventati argomenti mainstream, e del resto i dati sono allarmanti. In che modo il messaggio di Montessori può esserci di esempio? Le prime Case dei bambini sono istituite nel 1907 a San Lorenzo, un quartiere periferico e popolare di Roma, per accogliere bambini con svantaggio socio-culturale. Erano parte di un progetto di risanamento edilizio e igienico-sanitario realizzato dall’Istituto Romano di …

Noi siamo natura. La scienza della pace di Maria Montessori

«È come quando hai assaggiato una cosa buona, una pesca dolcissima e croccante, un dolce che preparava la nonna quando eri bambino, quel sapore, quell’esperienza, in un certo senso la ricercherai per la vita e ti guiderà nelle tue scelte». Su una cosa, io e Micaela Mecocci, ex bambina montessoriana (i genitori fecero la fila tutta la notte per iscriverla al Settimo Circolo Didattico Montessori di Roma aperto da Maria Clotilde Pini) e oggi insegnante alla Montessori Bilingual School di Parigi, concordiamo fin dall’inizio. Chi ha frequentato una scuola Montessori all’origine della propria vita scolastica, ha buone probabilità di ricercare quell’esperienza positiva. Quanto è stato importante per lei aver frequentato scuola montessoriana? Mi ricordo che in prima elementare mi sono seduta a fianco la maestra e mi sono detta: “Un giorno ci sarò io qua”. In realtà io in seguito mi sono dedicata alla carriera universitaria, ma mi mancava la scuola e infatti alla scuola sono tornata. L’esperienza montessoriana è profonda, rimane un bagaglio solido originario che a volte si matura solo in età adulta. È come …

Quella muta eloquenza dei materiali Montessori

Cosa dovremmo tenerci stretto del lascito di Maria Montessori? Mettiamo che dovessimo scegliere, che sarebbe già un lusso, tra le tante lezioni che ci ha lasciato la scienziata italiana, quale sarebbe quella utile ancora oggi, anzi soprattutto oggi che il tema “scuola” sembra prioritario? Questo è stato lo spirito con cui è nata l’inchiesta pubblicata su IODonna il 22 agosto, e nelle mie conversazioni non poteva mancare il presidente dell’Opera Nazionale Montessori, l’ente che sostiene sotto il profilo metodologico tutte le scuole che adottano il metodo Montessori, Benedetto Scoppola. Quello che ci siamo detti al telefono in un pomeriggio di metà luglio  è stato riassunto per ragioni giornalistiche sul settimanale del Corriere della Sera. Questa invece è l’intervista integrale. Se dovesse scegliere un principio montessoriano, quale sceglierebbe?  Sceglierei il fatto di rendere il bambino protagonista di quello che fa attraverso materiali ben pensati e su cui il bambino può fare delle scoperte. C’è un ossimoro che spiega tutto questo ed è “la muta eloquenza del materiale”. E ci dice del fatto che se un materiale …