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Wearables, la tecnologia si indossa

La moda è il viatico giusto per avvicinare le ragazze alla programmazione? Sembra di sì. Zoe Romano, cofondatrice del Fab Lab milanese WeMake, nel team Arduino per le tecnologie indossabili, si è sempre interessata dell’applicazione delle tecnologie alla moda (wearables). «Oggi i computer sono diventati così piccoli da essere inglobati nei nostri abiti. Possiamo mettere microprocessori e controllori in un bottone, in una cucitura, e così raccogliere dati sull’ambiente o sulla persona. Possiamo creare abiti con sensori di prossimità che si accendono quando una persona si avvicina, o accessori con led che si illuminano quando varia la luce…». Da WeMake, Zoe organizza workshop per donne che voglio unire fashion e coding, e tra fili conduttivi, neoprene e tessuti intelligenti, le ragazze possono anche programmare OpenKnit, la prima macchina da maglieria realizzata con una stampante 3D e controllata da Arduino, la piccola scheda elettronica (microcomputer) made in Italy che da inizio 2015 è esposta anche nelle sale del MoMA di New York. Come dire, non si può mancare!

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Manuela Mimosa Ravasio è una giornalista professionista con una formazione da architetto. Ha lavorato per anni come caporedattore scrivendo di tendenze e lifestyle in riviste di turismo, cultura e attualità. Oggi svolge la sua attività da libera professionista offrendo anche consulenze in comunicazione, progettazione di contenuti e analisi su trend globali.

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zain
zain
6 anni fa

this is kind of nice